Sarà davvero una COP di “Azione”?

Siamo al secondo giorno della COP22, e ognuno ha enormi aspettative circa il risultato della Conferenza. Ieri, ha avuto luogo un evento parallelo chiamato “Expectations for COP22”. Organizzato dal Third World Network, ha visto la partecipazione di rappresentanti provenienti da Africa, Bali, India e Asia del Sud che hanno parlato in merito alle loro conclusioni sulla questione del clima.
L’accordo di Parigi è entrato in vigore appena quattro giorni fa, il 4 novembre, molto prima del previsto, quindi c’è  molta pressione su questa edizione della COP. Anche se questa conferenza è stata indicata come la “COP dell’azione”, Mr. Rabi, dall’India, ha dichiarato che dobbiamo porre attenzione alle scadenze per le azioni sul pre- e post-2020.
Anche se l’Accordo di Parigi è già stato ratificato dalla maggioranza degli Stati firmatari, è ancora necessario pensare su un’agenda per il pre-2020 come è stato fatto per il post-2020. Allo stesso tempo, Rabi ha sostenuto che le risorse finanziarie per le attività di cambiamento climatico non sono trasparenti e questo stato di “scatola nera”.
E questo è un altro grosso problema per i Paesi in via di sviluppo, dato che essi hanno bisogno del fondo per implementare misure di mitigazione e rendere i loro impegni nazionali efficaci.D’altra parte, i rappresentanti cinesi puntano sulle azioni di riduzione dell’effetto serra che sono attualmente in corso e le loro politiche di intenti per ridurre i gas serra almeno del 60% prima del 2030.
Allo stesso modo, hanno osservato il bisogno dei Paesi in via di sviluppo e la Cooperazione globale Sud-Sud di lavorare insieme per realizzare i loro obiettivi. Dr. Joba, rappresentante africano, ha dichiarato che le problematiche del continente africano sono le fonti di energia. Ha poi aggiunto che frequentemente, quando si pensa allo sviluppo delle aree energetiche, si fa sempre riferimento alle energie fossili, anche se a suo parere questo non dovrebbe essere così.
Infine, Joba ha evidenziato come gli obiettivi auto-impostisi dagli Stati africani siano troppo ambiziosi per il 2030 e forse questo non permetterà un reale beneficio per l’ambiente.In breve, ci sono numerose aspettative su questa COP e i suoi risultati e gli Stati stanno mostrando diverse preoccupazioni e prendendo numerose iniziative. Speriamo che, alla fine di questa “COP di azione”, avremo un’idea più chiara sulla strada che dobbiamo prendere per andare avanti.

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