Do you… Care About Climate?

“We are chasing conferences”, dice Enrico durante un’intervista. Sembra una traduzione imprecisa, invece descrive alla perfezione la nostra prima giornata di COY, la Conferenza Internazionale dei Giovani sui Cambiamenti Climatici.

Ma è proprio così: “chasing conferences” che capitiamo nell’aula numero 11. Un’aula semideserta in cui due ragazzi statunitensi attendono dei partecipanti per il loro workshop.

Domandiamo loro: “Cosa ci fate qui?” e loro rispondono: “Tentiamo di commercializzare il cambiamento climatico”. Commercializzare il cambiamento climatico?! Sembra una cosa strana o addirittura immorale applicare delle strategie di marketing anche a delle tematiche così serie. Anche i (pochi) altri partecipanti sono d’accordo con noi. Ma in pochi minuti Nick Jones, presidente dell’associazione Care About Climate, ci fa capire la loro posizione.

Nick afferma che esistono due tipi di persone: c’è chi si appassiona a tematiche serie e complesse anche solo osservando grafici e previsioni catastrofiche, e c’è chi invece ha bisogno di un messaggio positivo e ottimista per non spaventarsi e rinchiudersi in se stesso. E questa è la maggior parte della popolazione!

Per questo è necessario adottare strategie pseudo-pubblicitarie per comunicare al mondo il riscaldamento globale e le sue conseguenze e riuscire a coinvolgere la gran parte degli uomini affinché agiscano insieme per combatterlo.

“It’s a beautiful time to be alive”, sottolinea Nick. Si sviluppano nuove tecnologie ogni giorno, esiste un numero enorme di corsi di studio rispetto a quando lui, di soli 27 anni, andava all’università. E la sua frase è la base per la comunicazione di queste tematiche. Partendo da qui, ci porta un esempio: tutti conoscono la Coca Cola e moltissime famiglie la apprezzano, ma perché? Quando viene pubblicizzata, raramente si parla della Coca Cola in sé ma si tende a mostrare famiglie felici e unite: insomma, stereotipi che ognuno vorrebbe impersonare. Lo stesso accade con qualsiasi altra pubblicità e per questo le persone ne vengono effettivamente influenzate. Perché, allora, non fare lo stesso quando si parla di cambiamento climatico?

Nick ci illustra una piccola guida formale su come comunicare il cambiamento climatico: mostra esempi di persone attive alle persone con cui stai parlando (magari anche delle persone “importanti”, che hanno visibilità e impatto nella società);Fai leva sulle emozioni delle persone;Non spaventare le persone con cui parli;Inventa delle strategie comunicative divertenti (i media potrebbero in questo aiutare molto vista la loro diffusione, ad esempio creando film o serie tv che ne parlano velatamente); Usa degli esempi applicabili alla vita quotidiana delle persone a cui parli.

Parlare con Nick, evidentemente inviatoci dal destino, ci ha aperto gli occhi su come lavorare anche come giornalisti dell’Agenzia di Stampa Giovanile. Il nostro scopo è proprio questo: comunicare efficacemente ai giovani (fascia d’età particolarmente difficile da coinvolgere in questo tipo di temi) la realtà che stiamo vivendo e i modi per cambiarla. Perciò, nonostante la difficoltà della giornata passata “chasing conferences” un bagliore di speranza ha illuminato la nostra serata.

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