Riscoprire i valori afro-brasiliani attraverso l’arte

MovaNos, un gruppo di giovani afro-brasiliani, combatte la lotta contro il razzismo e le discriminazioni attraverso l’arte e lo spettacolo. Dal Brasile, ci invitano a far sì che la voce dei più vulnerabili raggiunga ogni angolo del mondo. 

Di Hudson Batista, Gruppo MovaNos, partner dell’Agenzia di Stampa Giovanile

Tradotto da Juliana Santos Winkel

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Per iniziare a scrivere queste righe, vorremmo chiedere il permesso ai nostri anziani. Ai nostri antenati, a coloro che sono venuti prima di noi. A chi ha combattuto affinché le mani nere, povere, affamate, delle favela, mani femminili, mani omosessuali, potessero scrivere le loro storie, i loro racconti. Quelli che il filosofo Gramsci chiama “intellettuali organici“. Coloro che venivano dalla periferia e che subivano da vicino la violenza urbana. Coloro che hanno capito l’importanza di costruire un’eredità in modo da permetterci di esistere, parlare, scrivere, esprimerci.

C’è ancora molto da fare, ma abbiamo fatto grandi passi su questa tortuosa strada. Quindi, siamo grati di essere vivi, di poter parlare di temi e concetti che sono stati, e sono ancora, difficili per molti. “La carne più economica sul mercato è la carne nera” cantava Elza Soares del Guri, in una composizione di Seu Jorge della Burguesinha e Marcelo Yuka del Rappa, pubblicata in occasione del centenario dell’abolizione della schiavitù in Brasile (1998).

Sappiamo quanto sia difficile parlare della storia della diaspora africana, senza nominare i processi separatori che hanno segnato l’esistenza della negritudine (come movimento storico) e le sfide per la sua accettazione come etnia. Ciò implica spesso che le persone escludano le lotte e le istanze delle popolazioni afro, rafforzando l’idea che tali tematiche appartengano solamente ad un singolo gruppo nella società. Dicono che i neri parlano di neri e combattono per porre fine al razzismo: “Mi dispiace, ma questo è il tuo problema. Non ho mai sofferto il razzismo! In Brasile non c’è il razzismo, questo è un problema dei neri nordamericani”. Oppure “Se si approvassero leggi specifiche per la popolazione afro, limiteremmo il senso della democrazia, perchè solamente una parte della società trarrebbe beneficio da tali leggi”

MovaNos per trasformare le nostre realtà

Gennaio 2015, Brasile. Una brezza leggera soffia in un’estate super convenzionale per quell’inizio dell’anno. Ci troviamo a Vila Vintém nel quartiere di Padre Miguel, a ovest di Rio de Janeiro. 5 giovani afroamericani discutevano le questioni che permeavano le loro realtà. La principale era il razzismo. Eravamo un gruppo prevalentemente afro, ma diversificato. Neri scuri, neri leggermente più chiari, dai capelli neri, delle trecce nagô, uomini, donne, LGBTQI+…unici nella loro individualità. 

Da quel giorno, sono cambiate molte cose. Con ogni nuovo territorio raggiunto, ogni spettacolo realizzato e ogni nuova scuola visitata, nuove vite sono state incontrate. Le realtà sono state trasformate. Molti membri del gruppo sono già passati oltre, e ora portano i loro corpi e le loro soggettività in altre terre. “Navigare è necessario” (Navegar é preciso), ha scritto Fernando Pessoa. E in questo caso, anche la vita è necessaria, è essenziale, perché essere un giovane di colore in Brasile significa essere in balia tra la vita e la morte. 

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Le Nazioni Unite affermano che “ogni 23 minuti un giovane di colore muore in Brasile”.

Sulla base di ciò, possiamo pensare a due alternative: o restiamo a casa per paura di uscire e finiamo per contribuire ad aumentare queste statistiche, oppure possiamo pensare a modi innovativi e creativi di concretizzare il nostro ruolo nella città, nella società, nel mondo. Noi giovani siamo soggetti di diritti e possiamo cambiare la realtà e i crudeli numeri di violenza che ci toccano da vicino. I ragazzi e le ragazze della periferia – e qui stiamo parlando di tutti (razza, genere, credi), hanno sogni, desideri, iniziative e la voglia di scoprire nuovi orizzonti attraverso la creatività. Ecco perché abbiamo creato il Gruppo MovaNos.

Siamo un gruppo di giovani che vuole diventare un riferimento nell’attivismo creativo ed è per questo usiamo l’arte come supporto nella nostra lotta antirazzista. Il nostro ruolo durante questi anni di attività è stato quello di pensare ai linguaggi estetico-artistici che rivendicassero il ruolo attivo della popolazione afroamericana e di altri gruppi meno abbienti nel dialogo con altri territori e realtà – anche quelle presenti tra i gruppi sociali più abbienti. 

Organizziamo seminari metodologici nelle scuole pubbliche per migliorare il processo di insegnamento-apprendimento attraverso il teatro. Realizziamo spettacoli e offriamo corsi di formazione artistica per attori e non attori utilizzando le tecniche afro incentrate sull’interpretazione, la regia e la drammaturgia. Abbiamo già vinto premi in festival teatrali a Rio de Janeiro. La maggior parte dei nostri attori sono studenti universitari di istituzioni come UFRJ (Federal University of Rio de Janeiro), UNIRIO, CAL (Colleges of Performing Arts), Celso Lisboa University Center and PUC-Rio. Crediamo nell’importanza del processo di formazione accademica dei nostri artisti e giovani, quindi promuoviamo l’iscrizione a corsi di formazione universitari. Per saperne di più visitate il nostro profilo Facebook. 

Crediamo di avere una missione sulla Terra, quindi vorremmo invitarti ad aiutarci a far sì che la nostra voce attraversi i confini e raggiunga ogni angolo del mondo. Ogni mese i nostri articoli presenteranno uno dei dieci valori civilizzatori afro-brasiliani in una prospettiva universalista. Che cosa significa? Te lo spieghiamo subito. Sebbene i valori civilizzatori afro-brasiliani si riferiscano ad un contesto specifico – “Afro” (che si riferisce al continente africano) e “brasiliano” (riferito alla realtà del Brasile), vorremmo chiarire che i valori civilizzatori sono presenti nelle più diverse etnie, in diverse culture, comprese quelle che ritenevi inimmaginabili. Per questo, leggendoci parteciperai alla “nuova esperienza” più familiare della tua vita.

Stiamo forse dicendo che siamo tutti uguali? No.

Siamo tutti diversi e vorremmo essere rispettati nelle nostre individualità e differenze. Perciò quello che ti proponiamo è questo: mettersi nei panni degli altri e fare un esercizio di empatia per individuare le influenze storiche e i contributi delle popolazioni afro-americane nelle altre culture e popolazioni del mondo. Ciò che vogliamo costruire con questa produzione intellettuale è un dibattito e un invito a dialogare con i soggetti più diversi in diverse parti del mondo. Vogliamo garantire l’esistenza basata sul dialogo e sul rispetto in quanto possiamo percepire la presenza e l’influenza dell’altro nella nostra cultura, nel nostro modo di essere, nel modo in cui guardiamo e vediamo il mondo. Nel prossimo articolo presenteremo il primo valore: VITALITÁ. Nelle parole di Matheus Siar, un componente del nostro gruppo, non è il tempo esistente che conta, ma il tempo cosciente e di qualità dentro di noi.

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