Come possiamo influenzare i processi decisionali? Intervista a Joaquim Ramos Pinto

di Ada Andeoni e Ana Sofia Marques Henriques, articoliste dell’Agenzia di Stampa Giovanile

Il 2 dicembre, primo giorno della COP25, il Padiglione spagnolo ha ospitato un evento collaterale sul “Coordinamento Educativo Internazionale rispetto all’emergenza del cambiamento climatico”. Abbiamo intervistato uno dei relatori, Joaquim Ramos Pinto, presidente di Aspea (Associação Portuguesa de Educação Ambiental), sul tema dell’educazione e della partecipazione della società civile ai processi decisionali.

-Abbiamo sentito, nella sessione precedente, che i progetti di maggior successo sono quelli con i volontari. Quanto è coinvolta la comunità locale in questi progetti? E quanto è importante la comunità locale nella lotta contro il cambiamento climatico?

Uno dei progetti che consideriamo di maggior successo avviene in un contesto di una società smobilitata, che ha molte richieste a livello di attività culturali, sportive, ricreative e professionali. Ciò significa che il lavoro che dobbiamo fare per coinvolgere le persone nelle azioni di volontariato deve essere molto ampio, e abbiamo visto che nell’ultimo anno c’è stata un grande partecipazione delle persone. In precedenza, avevamo notato che erano molto disponibili a partecipare ad un’azione di volontariato sociale e umanitario (campagne per combattere la fame o la povertà, per esempio), ma a livello ambientale non c’era una grande adesione. Ed è in questo senso che dico che nell’ultimo anno l’adesione è stata maggiore, anche grazie ad una grande regolarità delle attività. E’ un modo, da un lato, per fare in modo che le persone prendano coscienza dei problemi, sappiano che stanno facendo qualcosa, e si interroghino sugli atteggiamenti che possono assumere nella loro vita quotidiana. Questi sono gli obiettivi del volontariato ambientale: non solo l’azione, ma aiutare le persone a riflettere sul fatto che i comportamenti quotidiani devono cambiare. I partecipanti a queste attività sono di solito persone della regione in cui si svolge l’attività.

-Come può la società civile partecipare al processo decisionale della COP?

Ci sono molti eventi in corso, non riusciamo neanche a seguirli tutti. La società civile può farsi notare in vari modi, come attraverso la creazione di lobby, che sono necessarie nelle organizzazioni, e dialogare con i decisori politici. Per esempio, ci sarà una riunione tra i Ministri per discutere i punti centrali della Comunità dei Paesi di Lingua Portoghese (CPLP), e noi (Aspea) siamo in contatto con il segretariato della CPLP, con persone che sono legate al Ministero portoghese e tentiamo di presentare proposte e sfide. Dobbiamo conoscere i canali che possiamo usare per trasmettere le nostre visioni e proposte ai decisori politici. I media devono organizzarsi in modo che le idee arrivino ai responsabili delle decisioni. C’è però un fattore molto positivo: il Segretario delle Nazioni Unite riconosce il ruolo dei giovani e della società civile per aiutare a risolvere la crisi climatica.

Un altro modo in cui la società civile può partecipare è la mobilitazione, creando reti e dando voce a tale mobilitazione, chiedendo visibilità ai media (alcuni dei quali sono presenti alla COP) e divulgando le proprie idee. Un’ulteriore strategia all’interno della COP è organizzare eventi, come sta accadendo ora. La #EA26 è un movimento che affronta varie questioni sociali, compresa l’area dell’educazione ambientale. Il giorno 26 di ogni mese organizza un’azione pubblica su uno dei temi discussi durante il mese, e ha avuto l’opportunità di portare e condividere qui alla COP le esperienze di chi ha partecipato, con l’appoggio del Ministero dell’Ambiente spagnolo. Mercoledì 4 dicembre avrà luogo un’altra azione insieme alla società civile affinché, a partire dalla COP, sia lanciato un processo di costruzione della strategia nazionale per l’educazione ambientale.

Tutti questi sono modi per poter partecipare e contribuire alle decisioni politiche. Portarli a questi eventi aiuta i politici a riconoscerli e ad integrarli nelle loro politiche. In conclusione, i modi migliori per partecipare sono: raggiungere i media, raggiungere i politici creando mobilitazione/sinergie, e formulare proposte concrete.

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