Un “Fridays For Future” di tutte e di tutti

di Giulia Morelli e Valentina Ochner,  articoliste dell’Agenzia di Stampa Giovanile

Foto di Beatrice Anderlot e Martina Stenico

“Mi preoccupa il fatto che adulti che dovrebbero essere competenti, i governi, stiano negando una verità che è supportata da ricerche scientifiche: sono dati reali, non una scusa per saltare scuola.”

Così Chiara, studentessa trentina, spiega la sua partecipazione alla terza marcia globale Fridays For Future che si è svolta venerdì 27 settembre a Trento. Sicuramente il tema ambientale è un tema molto sentito, soprattutto dopo l’inizio delle manifestazioni nel marzo scorso: molti hanno iniziato a usare borracce invece di bottigliette usa e getta, fanno più attenzione agli imballaggi e alcuni hanno diminuito il consumo di carne.

Manifestazione molto partecipata in città (si stimano almeno 8.000 persone) che ha lasciato molto soddisfatti gli organizzatori, soprattutto per la grande presenza non solo di giovani, grandi promotori a livello internazionale, ma anche di adulti e bambini. Il Fridays For Future è un movimento nato a livello globale, ma che si concentra anche sulle problematiche a livello locale: “Per il territorio trentino chiediamo che si faccia informazione a livello scolastico. In secondo luogo, vogliamo un trasporto pubblico che sia veramente ecosostenibile ed efficiente e che permetta alle persone di non utilizzare l’auto, nonostante le problematiche del territorio, con molte valli poco collegate. In territori simili al nostro, pensiamo al nord Europa, le persone usano effettivamente i trasporti pubblici e, quindi, bisogna anche andare incontro a queste persone. Chiediamo, inoltre, che non vengano fatte grandi opere inutili, come la Valdastico e le piste da sci: abbiamo un territorio meraviglioso con un ecosistema fragile che bisogna preservare, perché è bellissima così com’è.”

Erano presenti anche delle classi intere, accompagnate dagli insegnanti, come la maestra Sara che, assieme alle colleghe, ha accompagnato le classi quarte della scuola primaria Aldo Schmidt. La manifestazione è stata un momento conclusivo di un percorso di sensibilizzazione iniziato lo scorso anno: “Pensiamo che loro debbano essere i primi ad essere sensibilizzati sul tema.”

Alcuni genitori hanno creduto importante accompagnare loro stessi i figli allo sciopero come Emiliano: “Ho portato i bambini perché credo che fosse la cosa più significativa e redditizia che potessi fare. Investire sui bambini è un messaggio per una nuova generazione consapevole nell’etica ambientale. In casa nostra il rispetto dell’ambiente è nato prima di qualsiasi movimento, fa parte della nostra formazione giovanile. Io vado al lavoro a piedi da sempre e cerco di usare la bicicletta. Diciamo che avevamo già le nostre convinzioni prima che nascesse qualsiasi movimento.”

Ad alcune persone la manifestazione non sembrava abbastanza, come a Francesca, Amarachi e Maya, che per tutto il precorso hanno raccolto e differenziato i rifiuti trovati per terra: “Pensiamo che partecipare solo allo sciopero non sia molto efficace. Noi volevamo fare qualcosa di un po’ più attivo.”

Tra le varie organizzazioni presenti c’era anche La credenza, il più vecchio GAS (Gruppo di Acquisto Solidale) di Trento. La presidente Susanna Malfer, che per la seconda volta partecipa alla marcia e da più di 30 anni si occupa di tematiche ambientali e rapporto equo tra le forze economiche e individuali, testimonia: “Sono qui perché penso che questi ragazzi siano stati capaci di smuovere qualcosa che noi negli ultimi 30 anni non siamo riusciti a fare.”

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