Turn Up: abbattere le barriere con la forza della musica

Sedici artisti internazionali, 9 paesi al mondo, 12 lingue, 20 brani, 14 giorni di registrazione, 1 località per un solo risultato: un album innovativo, che guarda al futuro.

Di Angela Nardelli, articolista dell’Agenzia di Stampa Giovanile

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Dopo i duri mesi di lockdown che hanno crudelmente colpito il mondo della musica e dello spettacolo, un gruppo di artisti provenienti da più parti nel mondo si sono incontrati a Lagolo in Trentino con l’obiettivo di dare nuova speranza e ritmo alla musica.

Il progetto, intitolato TurnUp, è supportato dall’Ufficio Pari Opportunità della Provincia Autonoma di Trento e prodotto da Abe’ Pe’ Show Music House in partnership con Trento Massive, Trento Poetry Slam, Smarmellata e Akoma Collective.

L’appello è arrivato da Nana Motobi, producer e musicista ghanese da anni residente in Trentino, che con la sua etichetta Abe’ Pe’ Show Music House ha voluto raccogliere intorno a sé artisti internazionali con lo scopo di portare tra le montagne realtà musicali provenienti da vari Paesi.

Gli artisti sono stati accompagnati da mentori con il compito di guida nel processo creativo. Si tratta di Adriano Cataldo, fondatore di Trento Poetry Slam, il musicista trentino Koflah e il ghanese Wasky

Alla fine 16 artisti internazionali tra cui cantanti, rappers, poeti e beatmakers si sono riuniti con la voglia di abbattere le barriere culturali, linguistiche e politiche per parlare di diversità attraverso la forza della musica e del suono. In due settimane di lavoro sono nati 20 brani racchiusi in un album che verrà lanciato sulle principali piattaforme online il 12 dicembre 2020.

Tra i musicisti ci sono i trentini MardRe, Sara Kane, Amon Redblueled, Gabriele Calliari, Riccardo Rea e Big House, che ha curato il suono di tutto il progetto. Dal resto del mondo provengono invece Bamba (Gambia), Machine (Portogallo/Capo Verde), Master Ibro (Togo), Myda Guevara (Portogallo/Capo Verde), Rap Don (Sierra Leone), Wasky (Ghana), Bruno Fatima Mutualibo (Mozambico), Alis (Bologna) e Dario (Roma).

Un’onda destinata a muovere le montagne del trentino, ricca di stile, unione e azione. Un incontro tra diversità di culture ma anche di generi musicali. Una vera e propria contaminazione tra dance-hall, afro-beat, trap e rap. “Produrre un album di questo tipo necessita di grande motivazione, ispirazione, tecniche e supporto finanziario”, sostengono gli organizzatori di TurnUp.

Proprio per questo è stata lanciata una campagna di crowfunding per sostenere il progetto e le spese di produzione dei video e della distribuzione dell’album.

In un anno come il 2020, ricco di insicurezze, paure e distanze, TurnUp è l’ingrediente mancante per l’unione e la vicinanza tra le persone. Unione che è lontana ma vicina allo stesso tempo. La musica di questi giovani artisti lancia infatti un grande messaggio di inclusione, abbatte le barriere che spesso nascono da pregiudizi e diffidenza. TurnUp crea insomma attraverso la musica un racconto che avvina tutti e non lascia in disparte nessuno.

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