Giovani Changemaker: Andrea Vanini

E’ ORA DI TIRARE FUORI I SOGNI DAL CASSETTO!

Con questo secondo articolo continua la nostra rubrica, Giovani Changemaker, che raccoglie le storie di giovani imprenditori sociali da tutto il mondo che hanno lanciato soluzioni innovative per risolvere i problemi della propria comunità. L’idea è nata dal confronto con i giovani dell’Agenzia di Stampa Giovanile, nell’ottica di stimolare attraverso l’esempio e il dialogo diretto tutti quei ragazzi e quelle ragazze che hanno idee e soluzioni creative, ma che non sanno come comunicarle, oppure pensano di essere troppo giovani o di non avere abbastanza risorse. Noi crediamo fermamente che le nuove generazioni siano una miniera inesauribile di creatività e di energia, e vogliamo portargli queste storie proprio per incoraggiarli a non tenere i sogni nel cassetto, ma piuttosto tirarli fuori, condividerli e rimboccarsi le maniche per realizzarli!
È con piacere che vi presentiamo il nostro Giovane Changemaker: si chiama Andrea Vanini, ha 30 anni e vive a Trescore Balneario, in provincia di Bergamo. Non vi spoileriamo altro, dato che la nostra giovane reporter Lisa l’ha intervistato per voi. Buona lettura!

NOME: Andrea Vanini
PAESE: Italia
ETA’: 30
SUPERPOTERI: determinazione, passione, pazienza

PERCHÉ VUOLE CREARE CAMBIAMENTO?
Il bisogno che Andrea ha individuato sul suo territorio e in Italia è la scarsa partecipazione giovanile nelle numerose associazioni e organizzazioni non-profit, dovuta in parte alla mancata capacità di queste organizzazioni di gestire efficacemente e coinvolgere i volontari, in parte al fatto che non tutte le opportunità vengono pubblicizzate adeguatamente.

IN CHE MODO LO CREA?
Andrea ha deciso di far fronte a questi problemi sviluppando la piattaforma online uidu.org, che integra varie funzioni e servizi. UIDU inizialmente era stata pensata per fare “matching”, ossia collegare possibili volontari con le associazioni che operano sul territorio permettendo a entrambi di pubblicizzarsi sulla piattaforma. Con l’esperienza però, Andrea e il suo staff si sono accorti che la scarsa partecipazione giovanile non era dovuta più di tanto alla visibilità, quanto piuttosto ai problemi organizzativi delle associazioni. Quindi UIDU è diventato un progetto più ambizioso, che si propone di entrare nella “pancia” delle associazioni per aiutarle nella gestione e nella comunicazione dei progetti. La piattaforma, ora popolata non solo da organizzazioni e volontari, ma anche da professionisti del settore ed aziende, offre servizi di ricerca bandi, strumenti di project management (delle agende intelligenti che servono ai team per organizzare meglio le cose da fare e stabilire chi deve farle), spazi per raccontare storie e promuovere iniziative e molto altro.
L’obiettivo di UIDU è diventare uno strumento di orientamento per la partecipazione sociale, un punto di incontro fra le persone e le associazioni, ma anche dare la possibilità di usufruire di servizi. Si propone di farlo aiutando a:

-FAR FARE: mettere le organizzazioni e i gruppi di persone in condizione di fare meglio;
-FAR CAPIRE: far partecipare di più le persone alle attività comunitarie e migliorare la loro consapevolezza riguardo ciò che fanno e che possono fare.

Impatto
Anche se la voglia di fare di più c’è sempre, Andrea e il suo team sono riusciti a fare molto da quando sono partiti da zero, 5 anni fa:

-Hanno portato sulla piattaforma più di 2500 organizzazioni;
-Hanno reso possibile anche la donazione di beni;
-Hanno contribuito ad attivare molte collaborazioni sul territorio;
-Hanno contribuito a coinvolgere molti volontari.

L’innovazione è stata trattare il non-profit come un mercato di riferimento per i servizi che mette a disposizione alle varie organizzazioni, piuttosto che un settore passivo e bisognoso di assistenza.

Breve storia
Con l’intento di trasformare la sua passione per la storia in attualità, dopo le superiori Andrea sceglie di studiare economia all’Università Luigi Bocconi. Partecipa a molte esperienze, anche all’estero, che lo portano a laurearsi con una tesi specialistica sul web, sulle organizzazioni non-profit e su come queste interagiscono digitalmente.Dopo la laurea la facoltà gli propone uno stage in una grande società di consulenza. Tuttavia Andrea sente che non è la sua strada e decide di sviluppare un percorso a partire dai suoi interessi per il digitale e il non-profit. È da questo percorso che nasce la piattaforma UIDU. La prima tappa chiave che ha segnato la strada di Andrea sono state proprio le sue dimissioni dalla società di consulenza, che hanno segnato l’uscita dalla sua esperienza accademica e lo hanno aiutato a definire le sue aspettative e le sue aspirazioni lavorative.Un’altra situazione chiave è stata il vivere “a cavallo” fra l’università milanese, con la sua prospettiva internazionale, e la realtà provinciale bergamasca di Trescore Balneario, dove è nato e cresciuto e dove le relazioni hanno un valore importante e lasciano un segno forte. Questo confronto ha aiutato Andrea a capire i punti di forza di entrambe, ma anche a vederne i problemi. Questi due mondi si scontravano ed è proprio da questo scontro che Andrea è riuscito ad immaginare e creare dei ponti per far convergere il meglio delle due realtà.

Il percorso di studi aiuta veramente nella costruzione del proprio futuro?
Andrea è contento di aver frequentato l’università perché reputa un traguardo importante l’essere riuscito a terminare bene il percorso che aveva scelto. Eppure, secondo il suo parere, ci sono moltissime altre strade che si possono percorrere. La difficoltà sta nel vivere in bilico tra quello che ami e quello che serve.Andrea non si sente di sconsigliare l’università, solo che non crede debba essere una scelta obbligata. È giusto anche sottolineare che non è vero che se non ci vai sei inferiore e nemmeno che il percorso ti darà uno sbocco lavorativo.La scelta universitaria non deve determinare il tuo futuro, ma piuttosto il percorso deve servire a migliorare le tue competenze su quello che ami fare. Nel caso di Andrea, come lui stesso ci ha detto, la laurea ha fatto parte del cambiamento, ma non è stata decisiva per il suo futuro.

Che ruolo giocano le esperienze all’estero?
Fare esperienze all’estero serve ed è molto utile, è consigliato al 100%. Per quanto riguarda il rimanerci, Andrea è tornato in Italia perché vuole giocare la sua parte dove è nato e cresciuto. Ognuno fa la sua scelta, ma non c’è dubbio: vale certamente la pena di fare qualche esperienza.

COME POSSIAMO AIUTARE ANDREA NEL SUO PROGETTO
Anche tu puoi contribuire a far crescere il progetto di Andrea! Se fai volontariato in una non-profit puoi parlare alla tua organizzazione di UIDU e aiutarla a iscriversi. Troveranno molti servizi gratuiti e una community molto attiva. Se invece hai intenzione di fare volontariato ma non sai da dove cominciare, puoi iniziare con l’iscriverti su uidu.org. È semplice e immediato e troverai molte opportunità interessanti sul tuo territorio!

COSA POSSIAMO IMPARARE DALLA SUA ESPERIENZA
Andrea ci ha anche dato dei consigli su come affrontare al meglio i nostri progetti. Cosa è necessario per avere successo?
-PASSIONE: Cerca di capire cosa vuoi fare da grande, e trova il modo di includere le tue passioni in quello che fai ogni giorno;
-PAZIENZA: Non avere fretta di ottenere dei risultati;
-NON DARE MAI NIENTE PER SCONTATO: Mettiti costantemente in discussione per riuscire a migliorare;
-UN PIZZICO DI “LO FACCIO IO”: Va bene delegare e collaborare in un team, ma prima impara a sbattere la testa sui problemi finché non trovi una soluzione, ingegnandoti, arrangiandoti e cercando di imparare a fare da te quello di cui hai bisogno.

Andrea ci ha raccontato: “Reagisco malissimo quando qualcuno mi dice: è impossibile! Se per te una cosa è grande, non può essere impossibile; non importa se per il resto del mondo è grande o piccola, vale la pena di farla e di metterci tutto te stesso!”
Se anche tu, come Andrea, hai un’idea imprenditoriale o un progetto ad impatto sociale per il tuo territorio, e sei determinato a portarlo avanti, contattaci (info@stampagiovanile.it) per prendere appuntamento. Potremo parlarne davanti a un tè e condividere materiali, contatti e idee per aiutarti a realizzare i tuoi sogni!

Post correlato

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *