Scioperare per il clima, oggi più che mai

Parigi, 2015. Marcia Mondiale per il Clima (COP21). In Place de la République migliaia di persone invadono le strade francesi per denunciare la crisi climatica. Quali spunti di riflessione suscitano oggi queste immagini sull’attuale emergenza sanitaria?

Di Giulia De Paoli e Paulo Lima, team di coordinamento dell’Agenzia di Stampa Giovanile

Parigi, 2015. Marcia Mondiale per il Clima (COP21). In Place de la République migliaia di persone invadono le strade francesi per denunciare la crisi climatica. E’ un momento storico difficile segnato dagli attacchi terroristici dell’ISIS – 3 esplosioni e 6 sparatorie, la più sanguinosa quella del teatro Bataclan nella notte del 13 novembre 2015. 

Anche oggi viviamo un momento difficile. Stiamo affrontando un’emergenza sanitaria che ci ha imposto di cambiare la nostra routine quotidiana. Per molte settimane non abbiamo vissuto nelle nostre piazze e non ci siamo incontrati. Non abbiamo potuto spostarci da una città all’altra, tanti di noi non hanno lavorato oppure lo hanno fatto seduti sulla sedia del proprio soggiorno. Tanti studenti hanno frequentato le lezioni online, altri invece non ne hanno avuto la possibilità. E mentre noi ci fermavamo, la Terra finalmente respirava. 

Ancora una volta questa situazione ci costringe riflettere sulle nostre responsabilità: c’è un nesso tra crisi climatica ed emergenza sanitaria? Se prima ci sentivamo padroni del Pianeta, questa crisi ci ha dimostrato come l’essere umano sia vulnerabile e indifeso di fronte alla natura. Quella natura che oggi respira, ma che tornerà ad urlare se non affronteremo la ripresa come un’occasione di rivedere il nostro stile di vita. Perchè è davvero concreto il rischio di uscire da un’emergenza semplicemente per entrare in un’altra ancora più drammatica.

Che lo sciopero per il clima per risvegliare le coscienze sia una lotta da portare avanti ogni giorno come impegno concreto di cittadini e cittadine responsabili e consapevoli. 

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