OGM: quanto sappiamo?

L’Unione Europea lascia libertà decisionale agli Stati membri sulle questioni concernenti gli OGM. Nel territorio dell’UE  gli OGM vengono controllati soprattutto concentrandosi sui pericoli che potrebbero costituire per l’ambiente e la salute.Contrariamente a come si crede, gli OGM non devono essere demonizzati. Questa categoria di prodotti infatti racchiude al suo interno diversi tipi di manomissioni  umane: dal cosiddetto “genetic makeup” al completo stravolgimento del genoma di un organismo. Insomma, non bisogna fare di tutta l’erba un fascio.

Proprio per questo motivo è necessario valutare gli OGM considerandoli “caso per caso” come affermato da Anna Maria Rizzo, avvocato che si occupa di queste tematiche. L’incontro con Rizzo ci ha permesso non solo di comprendere le dinamiche della legislazione europea, ma anche di confrontarci su temi di valore etico e morale.
Le opinioni discordanti tra i ragazzi sono state motivo di confronto anche riguardo la sperimentazione umana e il senso etico di questo tipo di interventi. Gli interrogativi sono sorti in maniera spontanea: è etico manomettere il nostro DNA? In questo caso, saremmo proprietà intellettuale di qualcuno? Fino a che punto potremmo spingerci? Quali potrebbero essere le conseguenze sul futuro?
Proprio per gli effetti incerti che gli OGM potrebbero avere sulle future generazioni, diversi paesi europei come ad esempio Francia, Germania, Grecia, Austria, hanno completamente eliminato ogni commercio e consumo di organismi geneticamente modificati.
Il dibattito ci ha permesso di comprendere maggiormente l’opinione dei nostri coetanei di tutto il mondo, concludendo non solo che questo è un argomento di grande interesse e attualità, ma anche che la priorità dei governi dovrebbe essere quella di fare chiarezza sugli OGM. In tal senso, le nazioni dovrebbero iniziare a pensare alla possibilità di promulgare leggi che promuovano la libertà di scelta in materia di organismi geneticamente modificati.

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