Foto di Free-Photos da Pixabay

In viaggio verso il futuro

La settimana dei cammini WALK and LIVE – Slower, Deeper: un viaggio alla scoperta del turismo sostenibile sulle strade più belle d’Italia e d’Europa.

Di Anna Pianura, partecipante al progetto Agenzia di Stampa Giovanile: Comunicare l’emergenza climatica, co-finanziato dal Pian Giovani di Zona Trento e Arcimaga 2020.

_

La settimana dei cammini WALK and LIVE – Slower, Deeper, un progetto dell’associazione Terre di Mezzo in collaborazione con la Fiera Fa’ la Cosa Giusta, non è solo l’ennesimo evento online in tempi di pandemia ma un viaggio alla scoperta del turismo sostenibile sulle strade più belle d’Italia e d’Europa.

Sul sito della Fiera Fa’ la Cosa Giusta è possibile rivedere il ciclo di incontri, che si sono svolti in streaming dal 20 al 29 novembre, ai quali hanno partecipato rappresentanti di istituzioni e associazioni locali, scrittori, intellettuali, operatori turistici oltre ai veri e propri protagonisti: i viandanti.

Le strade (ri)percorse sono tante: dalla Vie Sacre del sud, Il Cammino di San Nilo nel Cilento, il Cammino nelle Terre Mutate arrivando all’Umbria, cuore verde d’Italia e crocevia di incontri, i cammini e le ciclovie della Valnerina, alla volta delle Marche sull’antica Via Amerina o percorrendo il lungo cammino Francescano della Marca. Da Roma seguendo la via Romea Germanica si attraversa poi la rete di parchi e riserve naturali e dei parchi dell’Appennino. Spostandosi dal lago Ceresio al Maggiore, passando per la pianura Padana, lungo i cammini dell’Emilia-Romagna, si visitano i monasteri aperti. Il Viaggio prosegue in Piemonte, sul cammino di Oropa, o in Valle d’Aosta, lungo il Cammino Balteo, arrivando alla Lombardia, terra ricca di itinerari. Non poteva mancare anche un’incursione nelle isole: sulle Vie Francigene della Sicilia e in Sardegna seguendo il cammino minerario di Santa Barbara a quello di Santu Jacu.    
Gli orizzonti si distendono lontani; si valicano i confini italiani in direzione della Svizzera percorrendo la Via Francisca del Lucomagno; si continua poi sulle strade dei valdesi, attraversando le regioni dell’Europa seguendo il corso del Danubio.

Una domanda accompagna queste visite appassionanti alla scoperta delle regioni d’Italia e d’Europa: perché i cammini sono così importanti?

Le ragioni sono molte più di quelle che ci si aspetterebbe. I cammini sono parte del patrimonio naturale e culturale europeo ed italiano la cui missione, come disse lo storico Marco Magnani, è produrre all’ombra dei campanili cose belle che piacciono al mondo.          
Sui percorsi si incontrano culture anche molto lontane tra loro: nei pressi del Comune toscano di Ponte D’Arbia, ad esempio, si possono trovare delle opere realizzate da scultori giapponesi che percorrono la Via Francigena.


Nell’era delle crisi climatiche e della scarsità delle risorse naturali, il “destination management” può rappresentare la strategia vincente per transitare “a passo d’uomo” verso un turismo sostenibile, costituendo anche la leva per una rinascita economica di territori marginali. Testimonianza di ciò sono alcuni piccoli comuni del centro Italia, situati nelle strade di maggior passaggio dei pellegrini, che si sono attrezzati per recuperare gli immobili in disuso trasformandoli in locande per viandanti.
Sui cammini ci si perde e a volte si ritrova la propria identità: seguendo il percorso e lottando per arrivare alla meta, donne e disabili ritrovano la forza per superare barriere e pregiudizi nel sentiero della vita.

Tuttavia, la strada da percorrere è ancora lunga e il mondo sembra spesso andare in un’altra direzione. Anche se gli esempi virtuosi non mancano, come ad esempio la Rete dei cammini del Sud, la prima vera rete di cammini con segnaletica e condizioni uniformi che attraversa le principali regioni del Sud Italia – la maggior parte dei cammini in Italia e in Europa non sono ancora attrezzati per sostenere flussi intensi di viaggiatori.

Inoltre, con l’urbanizzazione crescente, la maggior parte delle persone si concentra oggi nelle grandi città: i cammini sono spesso luoghi di fuga più che di abituale frequentazione, complice anche la narrazione, spesso contraddittoria, che esalta la green economy e al contempo concepisce le montagne o i borghi periferici come luoghi indesiderabili per la mancanza di opportunità e servizi essenziali.           

Nonostante tutto, molte azioni sono possibili. È importante soprattutto alimentare una narrazione positiva sui cammini e sui luoghi che li ospitano. Ad oggi, sono stati realizzati solamente due studi in Europa sui cammini e mancano ancora gli strumenti metodologici e scientifici per trasformare i cammini in un vero e proprio patrimonio immateriale.

Il ciclo di incontri La settimana dei cammini WALK and LIVE – Slower, Deeper, insieme ad altre interessanti iniziative come l’Atlante dei cammini italiani di Repubblica vanno sicuramente nella direzione di accrescere cultura e consapevolezza, spingendo sempre più persone che siano sportivi, pellegrini o semplicemente amanti della natura a mettersi in cammino.

Perché come disse Proust “il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi”.

Post correlato

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *