Il futuro potrebbe essere un terrificante film di fantascienza

di Pietro Castellani, articolista dell’Agenzia di Stampa Giovanile

Cosa succede se superiamo la soglia di 1.5°C? Questa è la domanda che ha aperto un side event alla COP25 il cui obiettivo era quello di analizzare gli scenari che si verificheranno nel caso in cui il limite stabilito dall’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) venisse superato. E’ stato stimato che l’attività umana ha causato un riscaldamento globale approssimativo di 1.0°C rispetto al periodo pre-industriale. Se il tasso di incremento rimarrà costante, il riscaldamento raggiungerà quota 1.5°C tra il 2030 ed il 2050. Questo significa che dobbiamo fare qualcosa!

Come riportato da Richard Betts (ricercatore dell’università di Exter), “Ci siamo evoluti per vivere in un determinato range di temperatura”. Ha inoltre puntato l’attenzione sulla percentuale di giorni caratterizzati da una temperatura massima di bulbo umido superiore a 32°C, che è stato individuato come valore limite di “rischio estremo”. La temperatura di bulbo umido è importante perché tiene conto dell’umidità dell’aria, che rappresenta un fattore di rischio se combinato con le alte temperature. Studi hanno mostrato che, in alcune aree, i giorni estivi “mortali” e le ondate di calore aumenteranno del 5 – 10% fino a più dell’80% se, alla fine del secolo, raggiungeremo un aumento di temperatura di 4°C rispetto al livello pre-industriale.

Il secondo importante cambiamento riguarda le precipitazioni: non possiamo conoscere esattamente come la loro distribuzione sarà modificata dal riscaldamento globale, potrebbero sia aumentare che diminuire del 20 – 40% in molte aree, determinando una sfida per l’adattamento, specialmente in zone dove le risorse economiche sono limitate.

Ros Cornforth, dell’università di Reading, ha parlato proprio di adattamento: “Non abbiamo bisogno solamente della scienza, ma di creare una conoscenza delle relazioni tra le persone, al fine di contrastare le crisi e costruire resilienza”. Ha anche sostenuto che l’emergenza climatica può essere un’importante opportunità di sviluppo sostenibile, creando le condizioni per ridurre la vulnerabilità delle comunità. Per fare questo, sono necessari dati riguardo al legame tra clima, cultura e mezzi di sostentamento, per cui “I governi, con i finanziatori, devono investire in una raccolta di dati decentralizzata”, ha sottolineato la relatrice.

Alcuni esempi sono stati forniti per esporre quali sono gli effetti del riscaldamento globale. Lincoln Alvez (Istituto Nazionale per la Ricerca Spaziale del Brasile, INPE) ha descritto la situazione brasiliana: il Brasile è soggetto a pericoli ambientali derivanti dalla sua collocazione geografica e dalle sue condizioni climatiche. Gli eventi estremi stanno diventando più intensi e frequenti. E’ necessario migliorare l’informazione ed il coinvolgimento della società civile, anche per contrastare politiche ambientali non sostenibili.

Uno scenario simile colpisce il Bangladesh, dove l’innalzamento del livello del mare sta causando inondazioni permanenti in alcune parti dell’area costiera e le siccità sono destinate ad aumentare. Considerando l’alta densità abitativa di queste aree, situazioni come quelle descritte potrebbero determinare migrazioni.

Quindi cosa succede se superiamo la soglia? Non possiamo oltrepassare la soglia! “Abbiamo gli strumenti e la tecnologia, necessitiamo del supporto politico che il Mondo pretende”, ha detto Antonio Guterres (Segretario Generale delle Nazioni Unite) durante la cerimonia di apertura della COP25. Dobbiamo essere ambiziosi e creare un futuro in cui scenari ambientali terrificanti esisteranno solo nei film di fantascienza.

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