Clima senza confini

Vale dire “la seconda volta è quella buona”, se già la prima è riuscita? Seconda conferenza a tema clima e cambiamento climatico, seconda volta in cui l’aula Kessler nella facoltà di Sociologia dell’Università degli Studi di Trento era piena di giovani studenti e, sopratutto, seconda opportunità per fare chiarezza.
Lunedì 16 ottobre, Grammenos Mastrojeni e Edoardo Zanchini hanno tenuto il secondo ed ultimo incontro per discutere sulle problematiche legate ai cambiamenti climatici. Fenomeni come la progressiva perdita della biodiversità e lo scombussolamento dell’equilibrio degli ecosistemi sono stati affrontati dagli esperti con una prospettiva globale, proprio per sottolineare la responsabilità condivisa di ogni stato mondiale.
Quando si parla di ecosistemi e cambiamenti climatici terrestri, infatti, non esistono confini o delimitazioni che escludono o salvano qualcuno, non esistono muri o barriere; viviamo in un mondo “iper-connesso” e le conseguenze di determinate scelte, in particolare delle numerose destabilizzazioni che abbiamo messo in atto dagli ultimi 270 anni contro il nostro pianeta, non rimangono confinate a sé stesse e non sono nemmeno così lontane come si vuole credere.
Come ormai noto, nelle piccole azioni c’è l’incipit di quello che noi non riusciamo a vedere. Per promuovere il cambiamento sono necessari progetti innovativi e “sostenibili”, nuove tipologie di approccio pensate e mirate a comprendere a pieno che l’agire consapevolmente non è uno sacrificio ma un beneficio sia per l’ambiente che per la nostra società che, volente o nolente, è da sempre regolata dall’ecosistema.
L’urgenza di trovare soluzioni nuove a problemi ormai vecchi ha spinto gli stessi studenti a interrogarsi, entrando così nel vivo del problema. Sono state proprio le domande approfondite e l’interesse generale a soddisfare maggiormente le associazioni Unitin e Owl (Open Wet Lab), che si sono occupate dell’organizzazione dell’evento.
Lavorare per rendere i prossimi incontri ancora più interattivi e dinamici sarà l’obiettivo delle due organizzazioni, che mirano a rendere le attività più interattive e stimolanti. L’esserci stati è già sicuramente un piccolo passo nella direzione giusta, un passo fondamentale per distaccarsi dall’atteggiamento di indifferenza generale per non essere fra quelli che dicono “ma a me cosa me ne frega?”

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