Quando gli spazi incontrano i bisogni delle comunità

Racconto di esperienze che hanno trasformato dei vuoti urbani in luoghi ricchi di servizi.

Di Erlinda Sinani,

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L’incontro “Quando gli spazi incontrano i bisogni della comunità” organizzato da Fondazione De Marchi nell’ambito del ciclo di eventi RE-PLAY³…UNA PIAZZA CHE CRESCE, illustra in quale modo le strutture urbane inutilizzate possono trasformarsi in luoghi di condivisione per la comunità. Di seguito vogliamo raccontarvi alcune esperienze che hanno trasformato dei vuoti urbani in luoghi ricchi di servizi, welfare generativo e spazi in grado di dare un’ulteriore spinta ad un senso per la comunità.

Luogo Comune è un progetto che nasce nel dicembre del 2017 a Riva del Garda, e ha come obiettivo di rendere uno spazio inutilizzato un luogo di condivisione e “uno spazio protagonista dell’azione”, come afferma Claudia Ferrari, portavoce del progetto. La struttura che era rimasta inutilizzata è stata volutamente presa in affitto non arredata, per permettere alle persone di personalizzarlo. Presso la struttura vengono effettuate delle attività che sono definite semplici e hanno l’obiettivo di “creare un gancio con la comunità per metterla in relazione e creare una rete”.

Claudia Ferrari / Luogo Comune

Invece La tana dei papà “nasce da un bisogno importante”, dichiara Egon Angeli, uno degli ideatori dell’iniziativa. Il progetto viene ideato nel 2019, però le attività cominciano a fine gennaio del 2020 presso Villa Tranquilini di Rovereto. “L’obiettivo è quello di fare il papà come lo fai regolarmente, però anche con altri papà.” Le attività hanno il fine di far riscoprire luoghi nelle vicinanze, mettere in contatto i padri con i figli e le figlie, scoprire l’ecosostenibilità e i temi ambientali. La pandemia, purtroppo, per motivi organizzativi ha colpito le attività e la soluzione è stata quella di trasformarle da attività soltanto di padre e figli ad attività rivolte a tutta la famiglia. 

Egon Angeli / La tana dei papà

Avvicinare gli anziani con rischio di isolarsi e offrire opportunità riguardo l’invecchiamento attivo, sono invece gli obiettivi principali del progetto La vecchiaia che vorrei. Questa iniziativa nasce nel 2016 presso lo spazio di comunità di Villazzano 3 ed è rivolto alle persone adulte over 65 anni, residenti in alcune zone del Comune di Trento. Con la promozione di alcune proposte, come la ginnastica dolce, la ginnastica mentale, la visione di documentari, il controllo farmaci, l’obiettivo è quello di entrare in relazione con queste persone, ma soprattutto con le persone meno dedite e meno allenate alla relazione sociale, coinvolgendole nelle diverse iniziative. “In questo periodo ci sono degli anziani che sono spaventati a causa della pandemia”, spiega la rappresentante del progetto Roberta Lochi.

Roberta Lochi / La vecchiaia che vorrei

Paolo Campagnano, fondatore e direttore del Impact Hub Trentino, ci racconta invece del progetto Valsugana Smart Valley. Questa iniziativa si è attivata da poco ed il suo obiettivo, che nasce dall’esigenza di trovare uno spazio dove lavorare, è quello di portare le persone a condividere lo stesso luogo. Ci sono degli spazi inutilizzati che la banca ha concesso per permettere alle persone di portare il coworking in Valsugana e oltre alla condivisione del luogo di lavoro si trasforma anche in un luogo di fiducia e di condivisione di idee.

Paolo Campagnano / Valsugana Smart Valley

Queste quattro iniziative sono soltanto alcuni esempi di racconti di esperienze di trasformazione di luoghi inutilizzati in luoghi di condivisione e di apprendimento da prendere come spunto e come esempio.

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