Prendersi Cura del Pianeta, si inizia dalle piccole azioni

Arrivano dalla Puglia, Lazio, Emilia Romagna, Lombardia, Trentino, Campania e Sicilia. In una settantina rappresentano altri circa 1500 alunni e insegnanti delle 17 scuole medie e superiori che partecipano al progetto europeo Prendiamoci Cura del Pianeta. 

Per tutta la giornata del 16 marzo, presso l’Area della Ricerca di Bologna del CNR, hanno condiviso le loro esperienze come “ricercatori” sulle problematiche legate all’uso dell’acqua, del suolo, dell’energia e dell’aria. Il progetto è connesso ai cambiamenti climatici e agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.  

Ma questi ragazzi sono anche “comunicatori”: attraverso l’uso creativo del cellulare hanno prodotti dei manifesti pubblicitari, presentazioni multimediali e video per sensibilizzare i loro coetanei su come essere cittadini planetari prendendosi cura delle risorse della Terra.  

E non solo. Si stanno anche dando da fare per assumersi le loro responsabilità intraprendendo delle azioni concrete di micropolitica locale per affrontare gli impatti dei cambiamenti climatici nel loro territorio. Alcune scuole, ad esempio, hanno scelto come azioni l’adozione di un parco abbandonato vicino alla scuola, la raccolta di cellulari usati e di pile esaurite, la promozione di campagne di sensibilizzazione per il risparmio energetico nella scuola, il miglioramento della raccolta differenziata.
Nel 2018, la dimensione internazionale del progetto si concretizzerà con la 3a Conferenza Europea della Gioventù sull’ambiente, che si terrà a Lisbona dal 21 al 25 maggio con la partecipazione di una settantina di delegati di 10 Paesi europei, tra cui 6 delegati italiani. 

Il percorso “Prendiamoci Cura del Pianeta” è stato lanciato a livello internazionale nel 2008 su iniziativa del Ministero dell’Educazione brasiliano, che ha organizzato nel giugno 2010 la 1° Conferenza Internazionale dei Giovani sul tema “Responsabilità e Ambiente” a cui hanno partecipato 550 giovani di età compresa tra i 12 e i 15 anni appartenenti a 47 paesi diversi. In Italia l’iniziativa è stata sviluppata a partire dal 2009.  

Viração&Jangada e l’Area della Ricerca di Bologna del CNR sono responsabili per il coordinamento del progetto in Italia, mentre l’Associazione francese Monde Pluriel per coordinamento a livello europeo.

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