Giovani e media: addio al catastrofismo

di Domenico Vitto, articolista dell’Agenzia di Stampa Giovanile

I cambiamenti climatici richiedono un forte coinvolgimento collettivo per essere affrontati e quindi una grande diffusione di informazioni è importante per creare consapevolezza. Ma com’è possibile, se alcune questioni legate ai cambiamenti climatici sembrano essere catastrofiche e gli effetti collegati portano spesso a “cattive notizie”? E in che modo i giovani possono contribuire a trasmettere messaggi sui cambiamenti climatici?

Nel side event “Il giornalismo costruttivo come modo per avviare azioni positive” tenuto da Young Reporters for Environment (YRE), abbiamo affrontato il problema di come comunicare i cambiamenti climatici in modo proattivo e del ruolo dei giovani nel fare la differenza per un informazione costruttiva. Insieme a due reporter ambientali abbiamo analizzato problemi, soluzioni ed esempi per comunicare il clima attraverso il giornalismo giovanile. La sessione è stata tenuta come un “dialogo talanoa”: a seguito degli interventi si sono organizzate sessioni tematiche.

In che modo le notizie sul cambiamento climatico sono raccontate dai media? Quali sono le storie che possono incoraggiare o scoraggiare le persone ad agire sul cambiamento climatico? Diversi elementi sono risultati anche dal confronto tra i partecipanti provenienti da diversi paesi. A volte il cambiamento climatico non ha il suo giusto spazio sulla stampa, a volte è trascurato o mentre altre è presentato in modo catastrofico; cosa che porta le persone a essere spaventate e rifiutare psicologicamente il problema.

Non poche volte il clima è scambiato con il tempo meteorologico e, spesso, non ci sono riferimenti all’urgenza dell’azione – hanno argomentato i partecipanti. L’alternativa, secondo molti, sarebbe invece quella di presentare anche delle soluzioni o raccontare le intere storie delle comunità che si sono adattate o hanno mitigato gli effetti dei cambiamenti climatici. Lo scopo è quello di coinvolgere l’interlocutore nella narrativa e stimolarlo ad intraprendere delle azioni concrete per affrontare i cambiamenti climatici.

È stato inoltre sottolineata la necessità di collegare le informazioni scientifiche e i potenziali impatti sulla salute che potrebbero avere i cambiamenti climatici.In questo scenario, i giovani possono avere un grande potenziale per agire come “reporter costruttivi” dell’azione, utilizzando i social media, i media classici e diversi strumenti che sanno maneggiare.

Dovrebbe essere importante per loro promuovere un’informazione trasparente e basata su più fonti, raccontando i fatti così come sono, senza i timori di non essere popolari. Inoltre essi possono sfruttare le reti “da pari a pari”, il coinvolgimento degli amici e la mobilitazione della società per rivendicare il loro futuro ed essere parte della soluzione.

L’informazione e la consapevolezza sono elementi chiave dell’azione sul cambiamento climatico e i giovani hanno nelle loro mani il potere di essere proattivi per costruire abitudini giuste e positive per comunicare il cambiamento climatico.

Post correlato

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *