Regioni E Città: Attori Indispensabili Nella Partita Dei Cambiamenti Climatici

Cresce la consapevolezza a Parigi che raggiungere l’obiettivo di mantenere al di sotto dei 2°C l’aumento delle temperature globali sarà possibile solo se le azioni a livello locale e regionale saranno più efficaci e rapide nella riduzione delle emissioni di gas serra.
Città e regioni sono infatti il cuore dello sviluppo economico dei rispettivi Paesi e secondo l’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) le aree urbane generano da sole ben il 49% delle emissioni globali di gas serra. Non solo, ma sono proprio i governi locali ad avere la maggior responabilità di proteggere i cittadini dagli impatti dei cambiameni climatici.
E’ proprio a livello locale che si può agire sulle politiche dei trasporti, sull’edilizia pubblica e privata, sulle pratiche di gestione del territorio e dei rifiuti, sulle strategie fiscali e di investimento e su tutte azioni che possono concorrere alla riduzione delle emissioni di gas serra ma anche all’adozione di adeguate politiche di adattamento a protezione dei propri cittadini.
Il livello locale ha poi un indubbio vantaggio: la possibilità di coinvolgere un gran numero di stakeholders e di influire sul comportamento dei cittadini. Una grande opportunità quindi.Per questo le città e le regioni dai cinque continenti, in rappresentanza di circa un quinto della popolazione mondiale, si sono trovate insieme a Parigi nell’ambito della “Lima-Paris Action Agenda” un’iniziativa delle presidenze peruviana e francesce delle ultime due COP condotta insieme alla Segreteria Generale della Conferenza ONU sul Clima.
L’obiettivo è quello di lanciare un’azione programmata per i prossimi cinque anni per rispondere alla sfida del cambiamento climatico riunendo gli sforzi di diversi attori: reti di città e regioni, investitori pubblici e privati, iniziative di collaborazione e gli Stati nazionali. Stanno crescendo del resto rapidamente accordi di collaborazione che ormai coinvolgono 2255 città, 150 regioni e rappresentano il 17% della popolazione mondiale (1,25 miliardi di persone).Si tratta di iniziative di rete nate inizialmente per azioni di mitigazione come ad esempio “The Covenant of Mayors” che riunisce 6300 municipalità e rappresenta 208 milioni di persone, “The Compact of Mayors” che raccoglie 360 città; il più recente “Under2MOU” che coinvolge 57 enti sub nazionali al fine di ridurre le rispettive emissioni dall’80 al 95% rispetto a quelle del 1990 entro il 2050 o di raggiungere l’obiettivo di emissioni pro capite inferiori a 2 tonnellate metriche entro il 2050 e che coinvolge già importanti regioni italiane come Lombardia, Piemonte e Sardegna.
Accordi e alleanze che si stanno ora moltiplicando verso l’obiettivo più ampio di favorire Piani di adattamento e iniziative di protezione specie per le aree più vulnerabili.Si tratta di iniziative che necessitano tuttavia di un importante apporto di risorse finanziarie e di questo la comunità internazionale raccolta qui a Parigi ne è consapevole ma ha anche compreso il ruolo fondamentale dei livelli territoriali e locali nella sfida dei cambiamenti climatici.
L’Unione Europea ad esempio ha annunciato fondi per 60 milioni di Euro per supportare Piani di Azioni Climatica a livello territoriale nei Paesi in via di sviluppo.I governi locali e nazionali uniscono così le forze verso una più rapida e urgente trasformazione delle proprie economie. Uno sforzo che andrà tuttavia monitorato costantemente e che non può prescindere nella sua efficacia dall’esito del più ampio accordo sul clima a livello globale.

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