La scuola che cambia

Secondo l’insegnante e youtuber Elia Bombardelli occorre comprendere i punti di forza del digitale e sfruttarli, senza accantonare la presenza, che risulta vincente in altre attività didattiche.

Di Nuvola Cipressa

Elia Bombardelli è professore di matematica e fisica, conosciuto e seguito da più di 350.000 studenti che si affidano alle sue videolezioni su YouTube ormai dal 2012. In questo particolare momento storico in cui la didattica sta subendo una grande trasformazione, il suo approccio innovativo al digitale risulta sempre più un’arma vincente nel campo della didattica.

Foto di Fabio Mosca

Il tuo canale youtube e il tuo metodo di insegnamento, credi siano nati dall’esigenza di adattarsi a un nuovo mondo della scuola e dell’istruzione? Credi che la lezione frontale, classica, con gesso e lavagna, sia ormai inappropriata per l’apprendimento degli studenti? O si tratta solo di un valore aggiunto? 

Secondo me si può fare un uso molto flessibile di questi materiali come supporto alla didattica. Quando io sono partito non immaginavo avrebbero avuto la funzione che hanno in questo momento, erano in principio uno strumento di supporto per la mia classe, chiedevo loro di guardare il video prima dell’ora di lezione in modo da approfondire l’argomento in classe. Bisogna comprendere i punti di forza del digitale e sfruttarli, senza accantonare la presenza, che risulta vincente in altre attività didattiche. 

So che ultimamente aiuti anche nello sviluppo di nuovi strumenti e software per la didattica. Credi che questo format possa adattarsi sia a materie scientifiche che umanistiche? 

Io collaboro con alcune case editrici e anche in università cerco di aiutare e consigliare in questo campo. Questi strumenti si possono adattare alle esigenze del docente e possono essere utilizzati per ogni insegnamento, nonostante sia complicato trovare materiali online validi, noto che ultimamente l’offerta sta aumentando. Mi aspetto quindi una trasformazione verso un uso bilanciato di queste attività digitali con la presenza.  

Cosa ne pensi degli insegnanti che si oppongono all’utilizzo del digitale? Quali limiti pensi incontrino? 

Il principale limite che incontrano gli insegnanti è sicuramento il fatto che per creare uno di questi video strutturato e completo va via un intero pomeriggio; quindi prima di tutto c’è una motivazione pratica. Prima del 2019, nel pre-covid, vedevo in alcuni colleghi diffidenza nei confronti del digitale, c’era una sorta di resistenza involontaria. Da quando invece tutti siamo stati costretti a cambiare la nostra prospettiva in nome dell’insegnamento, docenti hanno riconosciuto le innovazioni del digitale e molti di questi vogliono preservarle. A mio parere bisogna assolutamente mantenere alcuni degli elementi digitali introdotti durante l’emergenza, senza ovviamente discostarli dalla presenza, e credo che molti miei colleghi siano d’accordo. 

Osservando i tuoi studenti, riesci a immaginare le conseguenze negative e quelle positive che questa didattica di emergenza avrà su di loro?

A mio parere si è fatto un po’ meno a livello di contenuti, anche giustamente, ci siamo dovuti adattare a una serie di novità che ci hanno stravolto, e questo ha portato gli studenti a imparare un po’ meno: è un dato di fatto. Dall’altra parte però i docenti sono stati abili nel capire che cosa era sacrificabile e cosa no, hanno salvato l’essenziale, il cuore della materia. Io credo che i docenti siano stati in grado di selezionare ciò che era tagliabile e ciò che era fondamentale e questa non è cosa da poco, al contrario ci tornerà utile negli anni. Non so valutare ancora dal punto di vista sociale, per quanto riguarda l’interazione, ma in particolar modo sono preoccupato per il probabile aumento di abbandono scolastico causato da questa emergenza. 

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