Il welfare trentino nei progetti di cooperazione allo sviluppo

Durante l’incontro “L’esperienza del Welfare trentino nei progetti di cooperazione allo sviluppo“, promosso dalla Fondazione De Marchi nell’ambito di RE PLAY..UNA PIAZZA CHE CRESCE, è sorta una domanda: la costruzione di un modello di cooperazione è possibile?

Di Rossella Marsala

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La risposta non ha tardato ad arrivare. Sì, la costruzione di un nuovo modello di cooperazione è possibile. Su questo hanno dialogato Gjergj Guri (Manager esperto di sviluppo locale), Mauro Casaretti (esperto di cooperazione internazionale), Roberto Sani (imprenditore e consulente nell’ambito dello sviluppo organizzativo) e Maurizio Camin (direttore associazione trentino per i Balcani) durante l’incontro “L’esperienza del Welfare trentino nei progetti di cooperazione allo sviluppo“, promosso dalla Fondazione De Marchi.

Le imprese devono farsi carico della “Social Responsability”. Si deve passare da un approccio verticale ad un approccio orizzontale; dove c’è cooperazione ogni soggetto ne ricava un vantaggio. “Gli imprenditori hanno già una certa sensibilità su questo”, ci dice Roberto Sani.

Fino a pochi anni fa mettere in comunicazione terzo settore e mondo delle imprese sembrava impossibile. Oggi sappiamo che le barriere possono e devono essere abbattute.

Gli ospiti hanno sostenuto con forza che quando un soggetto acquista un potere tale da danneggiarne un altro, gli effetti disastrosi gravano su tutto il contesto. E’ per questo che lo sviluppo delle comunità locali diventa un passaggio fondamentale per una reale crescita e quando si decide di applicare un nuovo modello lo si deve adattare sempre alle caratteristiche del luogo in cui si inserisce.

I giovani nella cooperazione, dedicano il loro lavoro molto di più ai servizi di emergenza rispetto a settori più comunicativi e di progettazione, questo perché spesso le loro forti competenze non vengono valorizzate a livello contrattuale.

Importante quindi è riconoscere il lavoro dei giovani nella cooperazione internazionale e dare loro la possibilità di far emergere le loro idee.

Il futuro è già qui! Dobbiamo lavorare insieme nel concreto per cambiare le cose!

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