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26/04/2018, 17:33

cyberbullismo, bullismo, giovent, internet



Cyberbullismo:-fermarlo-si-può!-


 Può essere un compagno di scuola, l’amica conosciuta in palestra o il vicino del secondo piano, ma più delle volte il bullo virtuale resta nell’anonimato. Ed è per questo che il cyberbullismo è in crescita: è più facile rimanersene a casa e umiliare



Può essere un compagno di scuola, l’amicaconosciuta in palestra o il vicino del secondo piano, ma più delle volte ilbullo virtuale resta nell’anonimato. Ed è per questo che il cyberbullismo è increscita: è più facile rimanersene a casa e umiliare le vittime da lontano,senza essere visti.  

Carolina Picchio, morta a 14 anni nelgennaio del 2013, è la prima vittima riconosciuta di cyberbullismo. A novembre,Carolina è a una festa a casa di amici. Si beve parecchio e Carolina si sentemale, va in bagno e perde conoscenza. Un gruppo di ragazzi entra in bagno ecomincia a prendersi gioco di lei. Mimano atti sessuali e filmano tutto con losmartphone. Il video passa di cellulare in cellulare, poi raggiunge i social. Migliaiadi like, messaggi denigratori, chat piene di insulti. Il video - lei non ricordava nientedell’accaduto -, la violenza dei commenti e la vergogna, la raggiungono. "Le parole fanno più male delle botte. Ciòche è accaduto a me non deve più succedere a nessuno", scrive nel messaggiodi addio.

Paolo Picchio, il padre, da allora haintrapreso una battaglia contro il cyberbullismo, portata avanti tramite la Fondazione Carolina Onlus. Nel 2015nasce CO.NA.CY., osservatorio nazionale che si occupa di offrire percorsimirati nelle scuole primarie e secondarie e svolgere attività di ricerca su nuovetipologie di interventi, sia per le vittime, sia per i cyberbulli.

Grazie alla collaborazione conl’allora senatrice del PD Elena Ferrara, già insegnante alle medie di Carolina,è nata la legge 71/17, dedicata aCarolina, la prima in Europa contro il cyberbullismo, votata all’unanimità il17 maggio scorso.

Per una spiegazione dettagliata dellalegge contro il cyber bullismo,  Alessia Sorgato, avvocato penalistaspecializzata in violenza sulle donne, stalking e reati informatici, èintervenuta a EDUCA, Festival dell’Educazione di Rovereto il 14 aprile 2017.  La legge introduce la possibilità da parte deiminori (di età superiore ai 14 anni) di agire in autonomia dai genitori. Ciò èimportantissimo perché dover parlare ai genitori della propria condizione divittima di bullismo è un ostacolo spesso insormontabile. "La vittima ha piùpena del genitore che di sé stesso", ricorda Sorgato. Gli strumenti pratici oraa disposizione delle vittime di cyberbullismo sono:
La possibilità da parte del minore dirichiedere la rimozione di un contenutoda un sito. Se la rimozione non avviene entro 48 ore, il minore può fareistanza al Garante della privacy,che provvederà a rimuovere il contenuto.L’ammonimentoda parte del Questore. Si può chiedere che chi commette atti dicyberbullismo venga convocato in questura. Così, ad esempio, un adolescente chesottovaluta la gravità delle proprie azioni online, viene avvertito di cosarischia dal punto di vista legale.

"I ragazzi", spiega Ersilia Menesini, ordinario di Psicologiadello sviluppo a Firenze, coautrice con Nocentini e Palladino di Prevenire e contrastare il bullismo e ilcyberbullismo (Il Mulino, 2017), "hanno una percezione distorta della vitaonline". Spesso, proprio a causa della familiarità con gli smartphone, non sirendono conto che la rete non è mai un contesto privato e che qualsiasimessaggio, foto, video può diventare di dominio pubblico.

Il cyberbullismo, come il semplicebullismo, nasce da uno squilibrio dipotere, è un attacco verso il diverso, un richiamo violentoall’omologazione. È una patologia di gruppo. Nasce appunto dal desiderio deicyberbulli di omologarsi, ma anche lo spettatore passivo finisce per rafforzareil ruolo del bullo. La distanza materiale dalla vittima, inoltre, aumenta laderesponsabilizzazione. I cyberbulli, ovvero, offendono in modo aggressivo comese non si rendessero conto che la vittima è una persona. Spesso accade ancheche genitori e insegnanti incapaci minimizzino la gravità del problema.Bisognerebbe essere più attenti alle avvisaglie del fenomeno, ai cambiamenti diumore dei ragazzi.

Il cyberbullismo ha costi socialielevatissimi e non è facile da combattere. Tuttavia, si stanno facendo passiavanti. Nelle scuole si fa sempre più prevenzione e sensibilizzazione. Prestosarà disponibile per gli insegnanti la piattaformaELISA, strumento per la formazione (prevista anch’essa dalla legge) sulletematiche di bullismo e cyberbullismo realizzata in collaborazione con ilDipartimento di Scienze della Formazione e Psicologia dell’Università diFirenze. Il processo sarà lungo e faticoso, ma siamo sulla buona strada. 

Giovanni Gazzini


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