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16/04/2018, 17:03

videogiochi, giovani, EDUCA, educazione, scuola



Videogiochi:-accettazione-o-disintossicazione?


 All’incontro "Immaginari giovanili", il 13 aprile a EDUCA Festival dell’Educazione a palazzo Fedrigotti a Rovereto, si è parlato del difficile rapporto tra la scuola e le nuove tecnologie usate dagli adolescenti.



All’incontro"Immaginari giovanili", il 13 aprile a EDUCA Festival dell’Educazione a palazzoFedrigotti a Rovereto, si è parlato del difficile rapporto tra la scuola e lenuove tecnologie usate dagli adolescenti. 

Solitamente, lanotizia di un adolescente che rimane sveglio tutta la notte a leggere unromanzo è accolta da genitori e insegnanti come tutto sommato positiva. Seinvece, come spesso capita, sta alzato a giocare alla playstation, si parla diun problema, di una dipendenza. 

Simone Laudiero, scrittore e autore televisivo (Camera Cafè, Kubrik), e Giorgio Fontana, scrittore (vincitoredel premio Campiello nel 2014 con Mortedi un uomo felice) e sceneggiatore di fumetto (Topolino), cercano di fareluce sulla questione. 

  
 Immaginari giovanili, EDUCA Festival dell’Educazione di Rovereto

Alla basedell’immenso successo dei videogiochi c’è il bisogno da parte dei ragazzi dinarrazioni avvincenti. Spesso genitori e insegnanti minimizzano la ricchezzanarrativa e culturale di questi prodotti. "Non ci si può meravigliare se unragazzo a cui a scuola è stato richiesto di leggere un romanzo, arrivato a casatrascura il libro a vantaggio dei videogiochi; in un certo senso ha ragione!",sostiene Laudiero, autore de La difficiledisintossicazione di Gianluca Arkanoid (Fazi, 2008), storia di unventicinquenne che cerca di farla finita con la playstation. 

Bisogna prendereatto che i videogiochi sono prodotti da team di centinaia di persone, tra cuisceneggiatori e registi abilissimi, oltre che ai programmatori, con budgetmilionari. La povera industria editoriale non può certo competere. 

Secondo Fontana,"gli aspetti negativi dell’uso della tecnologia da parte dei giovani sonoingigantiti dai media". Comunicare tramite il cellulare, ad esempio, apparecomunemente come una novità negativa, che va a discapito delle relazionivissute "dal vivo". In realtà, non c’è nulla di nuovo nei problemi delcomunicare a distanza. "Basti pensare alle incomprensioni e le conseguentifrustrazioni legate ai rapporti epistolari, uno su tutti quello tra Kafka e lafidanzata Felice Bauer." 

La sfida delfuturo del mondo della scuola sarà perciò quella di coniugare le nuovetecnologie con il senso critico, senza stigmatizzarle.

Giovanni Gazzini 


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