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17/05/2017, 23:28

bikeconomy, bicicletta



La-bikeconomy


 



La bicicletta raccontata da Dora Bittesini
Dora Bittesini è una studentessa dell’Università di Trento al terzo anno dei suoi studi al corso di Giurisprudenza. Lei ci ha raccontato quanto la bicicletta sia importante nella sua vita. La bicicletta viene utilizzata e preferita come mezzo di trasporto anche come collegamento per raggiungere le stazioni per accedere ai mezzi pubblici quando non è possibile poterla utilizzare. Dora ci ha spiegato come, nella sua vita piena di impegni, la bicicletta è sempre stata un valido mezzo per poter svolgere tutte le attività scelte in completa autonomia e velocità. Dora ha 21 anni, è trentina e nel corso della sua vita ha organizzato inoltre diverse vacanze e gite che comprendessero anche la bicicletta, programmando percorsi ciclistici e attrezzandosi con i dovuti strumenti. Lei ci è sembrata subito un esempio perfetto per il nostro articolo sulla bikeconomy, modello da imitare e da seguire.

Parliamo e riflettiamo ora sul concetto alla base della bikeconomy.

Che cos’è la bikeconomy?
La bikeconomy è un nuovo e originale modo di concepire la bicicletta, non solo come mezzo di trasporto ma anche come fonte di sviluppo e di crescita economica. Questo fenomeno si sta espandendo in tutta Europa, anche se in Germania e nei paesi dell’Europa settentrionale la bicicletta è sempre stata uno strumento di particolare importanza e di ampio utilizzo.

Perché la bikeconomy?
Forse non tutti hanno mai riflettuto abbastanza sulle grandi e molteplici qualità che la bicicletta possiede, ne rimarremo sorpresi nell’elencare gli effetti positivi che questo semplice e antico strumento promuove, motivo forse che spingerà molti più individui ad utilizzarla.

La bicicletta è uno strumento di sviluppo sociale in quanto tutti la possono utilizzare senza alcuna discriminazione. Essa promuove inoltre valori importanti quali la passione verso uno sport salutare e attivo, l’attenzione verso la salute e verso una migliore qualità di vita, l’importanza rivolta all’ambiente e alla sostenibilità realizzata verso un innovativo modo di concepire i mezzi di mobilità.

La bicicletta è anche motore economico: crea aggregazione, è fonte di sviluppo e crescita produce nuovi posti di lavoro e crea nuove prospettive future di benessere cittadino.

Tale riflessione esprime l’importanza della bicicletta come bene sul quale i Governi dei paesi dovrebbero investire maggiormente.

La qualità della vita è importante. Meno smog e più movimento!
Sono ormai arcinote le problematicità e criticità che caratterizzano la nostra società attuale, tra queste ricordiamo la delicata questione dell’alto tasso di inquinamento e di smog che le nostre città producono, generando effetti distruttivi su noi stessi e sull’ambiente. Questa riflessione ci permette di ripensare ad un nuovo stile di vita nel quale vengano tenute conto tali problematicità, cercando di limitarle e tentando di incoraggiare una nuova prospettiva di sostenibilità. Per questo motivo il primo passo da compiere verso tale realizzazione è quello di sensibilizzare i cittadini ad uno stile di vita più sano e più attivo, la bicicletta è concepita in questo contesto come protagonista indiscussa di tale cambiamento. Ripensare la propria vita e le proprie abitudini verso un orizzonte più sostenibile si realizza in primo luogo in una nuova visione della mobilità urbana. La diffusione e la disponibilità di maggiori mezzi pubblici, l’espansione di innovative idee di condivisione dei trasposti e la creazione di nuove piste ciclabili che permettono un più concreto e ampio utilizzo del mezzo bicicletta, permettono la realizzazione e la creazione di una società più sensibile e attenta a tali questioni.

La realizzazione della bikeconomy: utopia o realtà?
In Italia purtroppo la prospettiva di realizzazione della bikeconomy è ancora un obiettivo lontano in quanto l’investimento in questo campo non avviene come dovrebbe e inoltre è ancora fortemente radicato uno stile di vita differente da quello proposto precedentemente.

Fortunatamente sul territorio trentino si sta cercando di promuovere e investire in progetti rivolti al raggiungimento di una mobilità più sostenibile.

La bikeconomy in Trentino è diventata un vero boom. Le proposte e gli investimenti in molteplici progetti di sviluppo lungo questa prospettiva portano al coinvolgimento di più settori: dal manifatturiero al settore del marketing sono molti i lavoratori interessati. L’idea della bicicletta come strumento di crescita economica ci porta a pensare ad una combinazione, da una parte della passione e del divertimento nell’utilizzare la bicicletta e dall’altro alla creazione di posti di lavoro.

La città di Trento è stata ricreata e ripensata verso un’ottica che prendesse in considerazione le esigenze del singolo cittadino e del suo benessere. Per la mobilità urbana sono state costruite piste e zone ciclabili adatte agli spostamenti. Una delle tante esigenze che remano verso la realizzazione di tali progetti è la possibilità di incoraggiare il turismo in Trentino attraverso la bicicletta rendendolo più appetibile e attraente alle esigenze dei turisti stranieri. In Trentino il 65% delle presenze turistiche è legata al cicloturismo, l’investimento verso tale prospettiva è necessario quindi per attrarre un maggiore numero di turisti, incrementando la qualità dell’offerta e aumentando il grado di soddisfazione dei turisti sul territorio.

La mobilità è fonte di creazione di idee innovative come ad esempio la bike sharing o il car sharing basati sulla condivisione del mezzo di trasporto privato con altre persone per ridurre gli sprechi e per un risparmio anche personale. Queste iniziative creano aggregazione, solidarietà e riducono l’impatto sull’ambiente.

In Trentino il fenomeno di bike sharing si è realizzato attraverso il progetto "Bike sharing Trentino e.motion" promosso dall’Assessorato alle infrastrutture e all’ambiente della Provincia autonoma di Trento. Dal 2014 è possibile, grazie al possesso della tessera smart card del trasporto pubblico, usufruire oltre ai mezzi per i quali è abilitata come autobus, corriere e treni, anche di biciclette pubbliche. Questo è uno strumento di integrazione dei servizi di mobilità pubblica trentina. Il progetto è stato realizzato nei centri urbani di Trento, Rovereto, e Pergine Valsugana. In questi centri è possibile, (per i possessori di smart card abilitata ai trasporti pubblici) ritirare e utilizzare le 228 biciclette messe a disposizione per tale iniziativa (67 city bike e 161 con pedalata assistita dotate di motore elettrico) nelle stazioni e nei punti di prelievo. Le biciclette, dopo una giornata di utilizzo, dovranno essere riposizionate nelle stazioni abilitate al servizio.

Progetti a livello italiano

Le iniziative e i progetti in Italia verso tale prospettiva rimangono ancora limitate e, come detto precedentemente è necessario un maggiore investimento!

Tuttavia un grande passo è stato già fatto. Importante è ricordare la realizzazione e la conclusione del progetto per la creazione della pista ciclabile turistica che collega Torino a Venezia. Questo progetto è stato terminato nel 2017 dopo 7 anni di lavoro e di dure battaglie.

Questa ciclabile turistica collega molte aree protette e siti culturali nascosti e poco conosciuti che solo attraverso l’utilizzo della bicicletta è possibile esplorare. Tale iniziativa permette la promozione del turismo per tutti, non solo per gli atleti.

La presenza in Italia di paesaggi suggestivi e di incantevoli siti culturali dal fascino sublime rendono il nostro paese invidiato in tutto il mondo. Tuttavia, è necessaria la loro valorizzazione e la diffusione della loro esistenza. Vorrei ripensare ad una metafora proposta da Paolo Pileri docente al Politecnico di Milano che vede l’Italia come un’unione di perle meravigliose dove però la mancanza di un filo di collegamento e di unione di queste non permette la realizzazione di una bellissima collana. Questa metafora indica la necessità, per un completo e concreto sviluppo sociale e turistico in Italia, di una rete di collegamenti tra le aree interne e i centri più conosciuti. Il collegamento tra le varie aree permette una concreta promozione e valorizzazione del territorio, delle valli più remote e dei comuni sconosciuti ma ugualmente belli e importanti, dando la possibilità ai turisti e anche agli stessi cittadini italiani, di assaporare, grazie ad un nuovo stile turistico, la vera cultura italiana. Attraverso l’investimento e l’utilizzo della bicicletta si permette la realizzazione di tale prospettiva, conferendo un progresso sul piano culturale e sociale. Per il suo sviluppo ed espansione sul territorio italiano è necessario far diventare questi progetti desiderabili, rendendo la ciclabilità un progetto di territorio.

In Italia questi progetti dovrebbero collegare le varie regioni ma purtroppo non è così. La presenza di progetti è diffusa (anche se limitatamente) ma essi si presentano isolati e disgiunti.

Facendo un paragone con la Germania, dove la bici è fonte di turismo si nota come la logica di investimento sia diversa. Le piste ciclabili tedesche infatti, per essere costruite devono attraversare almeno due Lander, il collegamento tra le regioni e i territori è quindi necessario per la realizzazione di un turismo e di qualità.

Le ciclabili vengono concepite quindi come strumento per richiamare le aree interne del paese.

Per concludere questa riflessione possiamo soffermarci sull’idea principale che la bicicletta incarna ovvero quella di un’attività piacevole, sana bella e per tutti, dove in tempi recenti è stata unita ad una visione innovativa di occupazione e di sviluppo economico, sociale e culturale.

Rispolveriamo dalle cantine quindi questo ricco e importante attrezzo, mettiamoci in sella e iniziamo a pedalare, perché con questo piccolo ed elementare gesto, possiamo contribuire enormemente ad un cambiamento sociale ed economico più grande, migliorando la nostra qualità di vita e aiutando allo stesso tempo il Pianeta.


di Paola Beber e Laura Beber
(Foto di Dora Bittesini)


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