Monochrome view of handsome businessman in the room is drinking alcohol drink near the window

Bonapax e Whisky

Ragionamenti

Philip fissò lo schermo nero per alcuni minuti, pensieroso, finché non comparve una bolla rossa a ricordargli che era pronta la cena. Vuotò l’ultimo goccio di whisky e si accomodò al tavolo della cucina per mangiare.

IGHEA gli augurò buon appetito, ma dopo qualche minuto chiese: “Questa sera è particolarmente silenzioso, mister Burrough. Qualcosa non va?” Philip smise di giocherellare con la minestra e sorrise mestamente: “Non ti sfugge niente, eh? Invia subito i due tamponi all’indirizzo che mi ha dato Frederick.”

La voce femminile metallica restò un po’ in silenzio, poi chiese: “È sicuro che sia la cosa giusta da fare?” Philip si guardò intorno con aria sorpresa. “Cos’altro potrei fare? Non posso farlo venire qui senza essere sicuro che sia completamente sano.”

“Per il bene dei cittadini, sarebbe meglio avvisare le autorità sanitarie.” disse IGHEA, e aggiunse che, conoscendo l’indirizzo, avrebbero potuto mandare un’ambulanza in poco tempo e curare i bisognosi. Così il padrone non avrebbe dovuto ospitare nessuno. Poi fece comparire sugli schermi della cucina una serie di statistiche sulla probabilità di contagio e gli effetti negativi sulla sua salute, nonché la percentuale di danno economico che avrebbe subito se fosse stato impossibilitato a lavorare perché malato. Philip osservò i numeri scorrergli davanti e gli si accaponò la pelle al pensiero di non poter lavorare. Avrebbe perso clienti, e forse il suo lavoro. Sarebbe stato costretto anche lui ad andare a vivere in comunità, esposto ad un maggior rischio di contagio, in condizioni abitative disagevoli, obbligato ad avere dei contatti con altre persone, come un selvaggio? Non poteva permetterlo.

Non poteva permetterlo, ma non poteva neanche ignorare totalmente la richiesta di aiuto di Frederick. Per lungo tempo era stato il suo migliore amico, ed ora era il suo unico amico. Il fatto che non si sentissero molto spesso non cambiava nulla. Avrebbe mandato i tamponi, come promesso, e avrebbe cercato di cambiare le impostazioni della sua casa per poterlo ospitare. Sempre se fosse risultato negativo. Chiese ad IGHEA di inviare i tamponi e poi di contattare la sua casa madre e di chiedere quanto tempo ci sarebbe voluto per approntare le modifiche necessarie. “Meno di un giorno dal pagamento” rispose la voce registrata. “Vuole effettuare il versamento ora?”

“No,” rispose Philip. “C’è tempo”.

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