La salute mentale come diritto umano fondamentale

La salute mentale è estremamente importante per tutti, ovunque. Continua l’analisi del documento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità relativo a questo importante argomento.

Di Duda Matias, comunicatore Agenzia di Stampa Giovanile in Brasile
Traduzione dall’inglese di Maddalena Russo

Il seguente articolo si pone in stretto collegamento con Trasformare la salute mentale per tutti.

Prima di iniziare, alcuni chiarimenti sui termini utilizzati.

Un disordine mentale è una condizione di salute grave che necessita di interventi specifici per il trattamento e la gestione. Queste condizioni hanno un impatto sul funzionamento cognitivo, emozionale e/o comportamentale della persona affetta, che risulta in difficoltà importanti nell’affrontare esigenze quotidiane. Un numero di questi disordini, come ad esempio ansia, depressione, schizofrenia, disordine bipolare, disturbo ossessivo compulsivo (DOC) e disturbo post-traumatico da stress, possono manifestarsi con vari livelli di severità.
Questi disturbi possono essere influenzati da una combinazione di fattori genetici, biologici, ambientali e sociali e possono anche essere scatenati da eventi stressanti, traumi o esperienze di vita negative. Possono avere sintomi come cambiamenti di umore, pensieri irrazionali, comportamenti compulsivi, difficoltà nel concentrarsi, insonnia e altri.
La schizofrenia è un disturbo mentale caratterizzato da una perdita di contatto con la realtà (psicosi), allucinazioni (la più comune è sentire voci), false credenze (deliri), pensiero e comportamento anormali, espressione emotiva ridotta, diminuzione della motivazione, un declino della funzione mentale (cognizione) e problemi nelle attività giornaliere, anche in ambito professionale, sociale, relazionale e della cura di sé.

La salute mentale è una componente fondamentale della salute generale e del benessere e quindi un diritto umano di base. Avere una buona salute mentale significa avere facilità nella formazione di rapporti, poter condurre una vita normale, poter fronteggiare le sfide della vita e prosperare. Le necessità di una buona salute mentale sono molte a fronte di risposte spesso insufficienti e inadeguate.

Stato attuale della salute mentale nel mondo

Nel capitolo 3 del report si affronta lo stato attuale della salute mentale nel mondo: la situazione non è “buona per tutti”, visto che l’incidenza dei disordini mentali è considerevole in tutti i paesi. Ecco alcuni dati tratti dal report.

Una persona su otto nel mondo ha un disordine mentale, in relazione al genere e all’età. I disturbi più comuni sono, in generale, l’ansia e la depressione. In media ad ogni morte per suicidio corrispondono 20 tentativi, mentre su 100 morti una è un suicidio. Esso è anche la causa principale di morte tra i giovani.

Le malattie mentali compromettono pesantemente la qualità di vita: la schizofrenia, una delle patologie più significative, colpisce un adulto ogni 200, e, nei suoi casi severi, è la malattia mentale più pericolosa. Le persone affette da schizofrenia o altre malattie mentali gravi hanno un’aspettativa di vita minore di 10/20 anni rispetto a quella della popolazione generale.

Le conseguenze economiche delle malattie mentali sono enormi. Perdite nella produttività ed altri costi indiretti per la società sono spesso maggiori di quelli per la sanità. Circa 12 miliardi di giorni lavorativi sono persi solo a causa di ansia e depressione, mentre la schizofrenia è il disordine più socialmente oneroso per persona. Tuttavia visto che depressione ed ansia sono i più comuni, anche se meno costosi, essi contribuiscono maggiormente ai costi nazionali e globali.

Come si agisce per la salute mentale

In tutto il mondo, gli interventi sistematici per la salute mentale presentano lacune e squilibri nell’informazione, nella ricerca, nella gestione, nelle risorse e nei servizi, mentre altri ambiti della sanità sono considerati più importanti, con la conseguente trascuratezza del benessere fisico, mentale e sociale.

In media, meno del 2% del budget nazionale per la sanità viene dedicato alla salute mentale. Più del 70% delle spese dei paesi a medio reddito è destinata agli ospedali psichiatrici, che comunque non costituiscono un metodo appropriato di trattamento perché non concentrati sulla riabilitazione.

Circa metà della popolazione mondiale abita in paesi nei quali c’è un solo psichiatra per 200,000 persone o anche di più. La disponibilità di farmaci psicotropi essenziali a prezzi accessibili è limitata, specialmente nei paesi a basso reddito. La maggioranza dei malati mentali non riceve alcun trattamento. In tutti i paesi, le lacune nella copertura dei servizi sono esacerbate dalla variabilità nella qualità dell’assistenza.

L’esempio del Brasile

Il Brasile, secondo il Consiglio Nazionale della Salute, è uno dei paesi del mondo col più alto numero di persone affette da ansia e offre servizi di supporto per la salute mentale aperti e fondati sulla comunità attraverso la Rete di Assistenza Psicosociale (RAPS), guidata dal Sistema Unico Sanitario (SUS). Questi servizi constano strategicamente di varie metodologie, azioni ed equipaggiamenti per ogni tipo di situazione, inclusi:

  • Unità base sanitarie (UBS);
  • Centri di assistenza psicosociali (CAPS);
  • Servizi residenziali terapeutici (SRT);
  • Unità di accoglienza (UA);
  • Team multiprofessionali per l’assistenza specializzata nella salute mentale (AMENT);
  • Team clinici stradali;
  • Servizi ambulatori specializzati;
  • Unità di riferimento specializzati negli ospedali;
  • Ospedali specializzati in psichiatria;
  • Letti dedicati ai pazienti con problemi mentali.

Ostacoli

La richiesta di supporto per motivi di salute mentale è ostacolata da vari fattori, tra cui i servizi di bassa qualità, scarsa conoscenza dell’argomento, stigma e discriminazione. In alcuni luoghi non ci sono nemmeno i servizi per rispondere a questi problemi, e se ci sono sono spesso inaccessibili. Di conseguenza la scelta di convivere con le sofferenze mentali viene compiuta piuttosto che rischiare di venire discriminati ed esclusi a seguito del ricorso ai servizi per la salute mentale.

Purtroppo, molti si comportano in questa maniera, anche inconsciamente. Ci è stato insegnato a “essere forti”, a “tenerci impegnati”,ai dire che è “solo una giornata no” quando invece avremmo bisogno di aiuto e supporto. Di conseguenza tendiamo a isolarci e a tentare di rimuovere ciò che ci disturba invece di chiedere aiuto, quando ne avremmo la possibilità, al contrario della maggior parte dei brasiliani. Ci sono stigma e pregiudizi ancora più profondi riguardo gli psicofarmaci, visto che si crede che chi va da uno psichiatra sia “pazzo”. 

Alcuni spunti

Per concludere,ritenete di poter constatare progressi nel campo della salute mentale? Secondo voi, tutti hanno diritto alla salute mentale? Qual è il vero motivo per cui questo problema va enfatizzato così tanto? Siamo davvero capaci di cambiare qualche cosa, data la portata di questa sfida?

Bene, cari lettori, queste sono le domande che vi lascio perché possiate riflettere più profondamente sull’argomento. Il prossimo testo – parte due – affronterà tutte queste domande in maniera più dettagliata e pratica.