SNAP! Siete pronti a usare l’immaginazione?

Pensate a tre numeri, tre animali, e le tre parole che riguardano i bambini e il cambiamento climatico … che non siano né bambini né cambiamento climatico ovviamente. Immaginate che queste parole siano carte in un mazzo e condividetele con la persona seduta vicino a voi. Dite SNAP!
Se il vostro partner ha pensato la stessa parola. Nel side event legato a bambini e cambiamenti climatici, qui alla COP21, si inizia giocando, come i bambini. Si, perché se vogliamo parlare di bambini prima di tutto dobbiamo pensare come loro. I bambini sono fondamentali nella discussione sul cambiamento climatico, in quanto sono i primi ad esserne interessati ed in quanto possono essere coinvolti come parte attiva nella ricerca di una soluzione.
E’ il loro futuro di cui stiamo parlando. Futuro, creatività, i diritti, umanità, coinvolgimento, partecipazione, istruzione sono queste le parole che sono state associate al tema del giorno. Tutte queste cose sono contenute anche all’interno dell’articolo 6 della Convenzione UNFCCC sui cambiamenti climatici che sottolinea che il cambiamento climatico non è solo una mera faccenda scientifica  complessa, ma anche qualcosa che deve essere trasmesso nell’educazione dei bambini e nel loro coinvolgimento pubblico.
Ma l’incontro non è solo giochi e parole. C’è la storia di Yudi – Il leader di East Sumba Forum Chlld. Yudi è al primo anno di liceo in Waingapu. Yudi è stati coinvolti nelle attività di Disaster Risk Reduction (DRR) e di adattamento ai cambiamenti climatici dal 2012, unendosi con Green Camp, un’iniziativa facilitata da World Vision Indonesia. Green Camp ha creato con successo consapevolezza nei bambini sull’importanza di proteggere le loro risorse naturali. “Abbiamo una foresta limitata e dobbiamo viaggiare due chilometri per prendere l’acqua”, dice Yudi, “ma noi ragazzi abbiamo bisogno di rispondere al cambiamento climatico: stiamo insegnando alle nostre comunità come piantare alberi nella foresta di Utan An Anu”. Un’altra testimonianza viene da Analy, dal Guatemala. Lei lavora per “Youth Peace” un’associazione per il coinvolgimento delle autorità pubbliche nella protezione dell’ambiente.
 Lei ci parla delle COCODE “Comunidades des Espacios”, ossia spazi decisionali pubblici diffusi in 44 municipalità del Guatemala. “Abbiamo imparato che questa è una sfida” ha detto “ma dobbiamo lavorare come comunità mettendo in sinergia il livello nazionale, le autorità e la società civile” continua e “in questo processo noi giovani possiamo avere un ruolo importante”. Le storie di Yudi e Analy sono un esempio di come i bambini non sono solo vittime del cambiamento climatico o beneficiari passivi della politica di alto livello.
Essi portano un grande potenziale in quanto possono avere idee brillanti sul cambiamento climatico che devono essere ascoltate.Le loro proposte possono apparire banali per un  adulto, invece nella loro semplicità sono molto efficaci. “Perché non pensiamo semplicemente piantare alberi, invece di dover enormi discussioni per ridurre le emissioni di CO2?” È il commento finale di un giovane partecipante.Questa domanda semplice ma fondamentale rendere il pubblico in piedi e applausi.

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