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22/05/2017, 11:35

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Storie-di-eroi-contro-la-guerra


 L’obiettivo di questo articolo è di raccontare delle storie di eroi, che rischiando la propria vita hanno scelto di rimanere fedeli a ciò in cui credevano.



L’obiettivo di questo articolo è di raccontare delle storie di eroi, che rischiando la propria vita hanno scelto di rimanere fedeli a ciò in cui credevano.
Ragazze e ragazzi, donne e uomini, che nonostante la paura, sono rimasti fedeli alle proprie convinzioni e hanno avuto il coraggio di opporsi, diventando un esempio per noi, a cui è affidato il compito di migliorare il mondo.

Marzabotto, Italia
Autunno 1944
La strage più efferata e più grande compiuta dalle SS naziste in Europa, nel corso della guerra del 1939-45, è stata quella consumata attorno a Monte Sole, nei territori di Marzabotto, Grizzana Morandi e Monzuno, in Emilia Romagna.
Anche se sussistono ancora margini di dubbio e non tutti i casi esaminati sono stati risolti, è stato accertato che 775 cittadini di Marzabotto sono morti nella strage.

Don Giovanni Fornasini
Parroco di Sperticano, morto a 29 anni per aver difeso i suoi parrocchiani.
Autunno 1944: dopo la strage Don Fornasini cercò di seppellire i cadaveri e salvare alcuni sopravvissuti parlando con i soldati tedeschi e denunciò la strage; di conseguenza diventò molto scomodo per i nazisti, che decisero di ucciderlo.

Aleppo, Siria
La guerra civile siriana, conflitto iniziato nel 2011 e che va avanti ininterrottamente da cinque anni, ha causato più di 300.000 vittime e migliaia di profughi.
Nel 2016 gli scontri si sono concentrati in particolare ad Aleppo, che dopo anni di guerra è divisa in due: la parte orientale sotto il controllo delle forze ribelli e la parte occidentale controllata dal regime.
Negli ultimi mesi Aleppo è stata bombardata in modo massiccio dagli aerei dell’esercito di Assad e dagli alleati russi, che hanno mirato anche a colpire le strutture umanitarie, che lavoravano per soccorrere le vittime.
La situazione a livello umanitario è gravissima: durante i mesi di assedio e i bombardamenti il regime ha bloccato l’arrivo di sostentamenti e aiuti umanitari destinati alla popolazione. Ci sono state centinaia di migliaia di vittime, tra cui moltissimi bambini e donne che muoiono di fame.

Zein Al-Shaun
Zein, dopo essersi dichiarata contraria al dittatore siriano Assad, è stata arrestata e ha trascorso 14 mesi in una prigione governativa dove è stata picchiata, torturata, ha assistito allo stupro di un uomo da parte dei soldati della prigione e altri orrori inimmaginabili che, dopo la liberazione, l’hanno perseguitata causandole danni psicologici. Zein dice di aver perso ogni speranza di potersi sposare. Ma nonostante le numerose possibilità di lasciare il Paese, si è rifiutata: sente che il suo posto ora è lì, a fianco dei feriti.
"I am ambitious and conscientious, and I will complete my studies one day regardless of my age or if I have got married. I have a dream and I will still achieve it."

Mosul, Iraq
Nel 2014, con la conquista da parte dello "Stato Islamico" (ISIS) della provincia dell’Anbar, è iniziata in Iraq la guerra civile.
A Baghdad c’è un governo guidato da un primo ministro sciita, che non riesce a controllare tutto il territorio nazionale. Lo Stato Islamico perciò può espandersi a nord e a ovest del Paese.
Le forze governative, le milizie paramilitari e lo Stato islamico del gruppo armato stanno commettendo crimini di guerra e numerose altre violazioni dei diritti umani. I combattenti dell’ISIS compiono esecuzioni, violentano e torturano prigionieri, usano civili come scudi umani e mandano a combattere bambini-soldato.
Dall’altra parte, migliaia di civili sono detenuti senza processo per sospetto di collegamenti a ISIS. I tribunali hanno spesso condannato a morte i terroristi dopo processi iniqui.

Mahmoud Al’ Asali
Professore all’Università di Pedagogia di Mosul (Iraq), dove insegnava Diritto costituzionale.
Mahmoud, di religione musulmana, incitava i suoi studenti a difendere i Cristiani di Mosul costretti a pagare la jizya (un’altissima tassa da pagare dai non musulmani), dichiarava che il vero Islam non è quello proclamato dagli uomini dell’ISIS.
Il 21 luglio 2014 i terroristi jihadisti l’hanno raggiunto e ucciso a colpi di proiettili nell’aula dove stava tenendo lezione, morto accasciandosi sulla cattedra di fronte ai suoi studenti, è stato poi trascinato in strada e decapitato.
di Alessandra Chini e Giulia Montanari


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