Circolo Climatico è giunto alla seconda edizione: gli incontri inizieranno mercoledì 28 settembre

Un drink per parlare di ansia climatica

Si è concluso mercoledì 22 giugno il primo “Circolo Climatico” attivato a Trento dall’associazione Viração&Jangada. Il progetto, cofinanziato dal Piano Giovani di Zona Trento Arcimaga, ha coinvolto venti giovani tra i 16 e i 35 anni, che in gruppo hanno condiviso le proprie emozioni e alcuni comportamenti “proambientali”. L’esperimento si ripeterà tra settembre e ottobre con un nuovo gruppo. Nel frattempo, giovedì 7 luglio appuntamento al MUSE per un Drink ‘n’ Think sul cambiamento climatico e sulle strategie per affrontarlo.

di Redazione

In Trentino è nato un “circolo climatico”, un gruppo di giovani che si è ritrovato per sei mercoledì di fila per condividere le emozioni legate alla crisi ambientale e cercare, assieme agli altri, di trasformare la paura in azione.
Il progetto “Circolo Climatico” è nato da un’idea dell’associazione Viração&Jangada, che si occupa di educomunicazione ormai da 25 anni, in collaborazione con l’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente (Appa), il MUSE, l’Ecosportello Fa’ la cosa giusta! Trento, Extinction Rebellion Trento, Fridays for Future e Clima 3T.
Cofinanziato dal Piano Giovani di Zona Trento Arcimaga, il progetto ha coinvolto venti giovani tra i 16 e i 35 anni che, dopo due incontri sul cambiamento climatico e sul consumo critico, hanno iniziato a ragionare sul potere delle emozioni e sui mezzi che ognuno ha a disposizione per trasformare un’abitudine.

Il terzo incontro si è aperto con uno “speed date” il cui scopo non era quello di trovare l’anima gemella, bensì di scovare, nel gruppo di giovani, una persona con interessi ambientali affini. C’è chi ha condiviso l’amore per la cucina salutare, chi quando acquista qualcosa non valuta solamente il prezzo e l’estetica di un prodotto ma anche da dove arriva, e chi “si improvvisa” influencer sui social per diffondere articoli scientifici sulla sostenibilità.

Hanno seguito i giovani per tutta la durata del percorso una tutor, loro coetanea, e la psicologa esperta nella creazione di abitudini e stili di vita sani Laura Endrighi. “Le emozioni ambientali nel 2010, quando si è iniziato a parlare di ecoansia – ha detto Endrighi prendendo in prestito il termine coniato da Glenn Albrecht, professore di sostenibilità alla Murdoch University (Australia) -, colpivano soprattutto gli attivisti e le persone più sensibili al cambiamento climatico. Ora invece sono diventate qualcosa di comune a molti altri individui”.

Il progetto Circolo Climatico, cofinanziato dal Piano Giovani di Zona Trento Arcimaga, sarà riproposto tra settembre e ottobre

Una ricerca che ha coinvolto 10 grandi atenei a livello globale ha mostrato come il 59% dei ragazzi intervistati sia “estremamente preoccupato” dai cambiamenti climatici in corso. Quattro ragazzi su 10 prendono in considerazione la possibilità di non avere figli proprio per questo motivo. Circa il 60% si sente tradito dalle istituzioni che non fanno abbastanza su questa tematica.

Divisi in gruppi i partecipanti al “Circolo Climatico” hanno sviscerato cinque diverse emozioni che possono essere anche “emozioni ambientali”, con i loro limiti e le loro potenzialità: rabbia, tristezza, ansia, senso di colpa e paura.
Per trasformare questi sentimenti in potenzialità bisogna però trasformare le abitudini, una strategia messa in atto dal nostro cervello per rispondere a un bisogno o a un’emozione senza pensare troppo. I partecipanti hanno cercato di capire a che impulso risponde un’abitudine, quali sono le resistenze al cambiamento e quali strategie si possono mettere in atto per cambiarla. L’hanno fatto prima con abitudini di altre persone, e poi con le proprie abitudini “nemiche dell’ambiente”, partendo dalla Carta delle Responsabilità Personali per affrontare la crisi climatica, un documento che pone delle “sfide” per acquisire comportamenti proambientali.

Non è finita qui. Il progetto “Circolo Climatico” verrà riproposto tra settembre e ottobre 2022, con un nuovo gruppo di persone, sempre tra i 16 e i 35 anni.

IL DRINK AND THINK

Il Drink ‘n’ Think dedicato all’ansia climatica sarà giovedì 7 luglio al MUSE

Nel frattempo si torna a parlare di “ecoansia” e di come affrontarla nel primo Drink ‘n’ Think estivo del MUSE , previsto per giovedì 7 luglio dalle 18 alle 21 nella terrazza del MUSE Café.

Video, dialoghi e musica per parlare, tra un drink e l’altro, del cambiamento climatico e delle sue conseguenze. In videocollegamento ci sarà Matteo Innocenti, autore del libro “Ecoansia. I cambiamenti climatici tra attivismo e paura” (Erickson, 2022) e saranno presenti alcuni partecipanti al “Circolo Climatico”, che racconteranno la loro esperienza di condivisione.