Paulo Galvão, dall’Amazzonia al Mondo

Intervista con l’attivista brasiliano per il clima.

di Amanda Costa
traduzione dall’inglese di Jenny Cazzola

Paulo Galvão ha 20 anni e nonostante la sua giovane età, colpisce per il suo percorso in cui è spesso spiccato per le sue azioni a favore dell’ambiente. Nato a Santarém, nello stato brasiliano Pará, Paulo fa parte della terza generazione della sua famiglia in città. L’attivista è nato nel quartiere Caranazal, ma all’età di due anni si è trasferito nel quartiere Nova República, situato in una zona periferica di Santarém.

Ora è studente di Relazioni Internazionali all’UNESP nella città di Franca, nello stato di San Paulo sempre in Brasile. Il suo risveglio sociale è avvenuto durante il liceo, quando si è trasferito in una delle migliori scuole della regione. Gli studi svolti nella scuola pubblica sono stati combinati con attività presso l’ONG Engajamundo, permettendogli di connettersi con la natura, l’istruzione e l’attivismo. È stato in questo momento che domande sulle disuguaglianze, il cambiamento climatico e la democrazia hanno iniziato a ribollirgli dentro, chiamandolo all’azione.

Gli inizi

“Mi sono reso conto che qualcosa non andava, ma non sapevo davvero cosa fare. Ero rappresentante di classe a scuola, ero sempre molto coerente con le mie responsabilità, cercando di fare ciò che consideravo giusto. Fin da bambino, sapevo distinguere tra il momento di giocare e il momento di studiare.”

Nel 2018, ha partecipato a un corso di formazione, organizzato da Engajamundo, chiamato Amazon Journey. Questo progetto era diviso in cicli formativi e consisteva in vari gruppi tematici, favorendo la discussione su questioni di genere, clima e territorio per giovani appartenenti a territori indigeni, comunità fluviali e aree periferiche.

È stato da questo impegno che Paulo e altri giovani del suo territorio hanno deciso di fondare il Nucleo Locale Engajajós, cioè uno spazio di mobilitazione territoriale per i giovani membri di Engajamundo della regione del Tapajós per discutere di argomenti legati al loro territorio. Il gruppo ha promosso varie articolazioni politiche per fare pressione sui decisori politici a favore della giustizia climatica e dei diritti dei giovani.

Gruppo sul clima

Dopo due anni, nel 2020, Paulo ha deciso di unirsi al gruppo di lavoro sul clima di Engajamundo, dove ora svolge un ruolo di coordinamento. In questo spazio di impegno, l’attivista ha svolto diverse attività: ha partecipato al video di lancio della campagna VAC – Voices for Climate Action, alla Conferenza Brasiliana sul Cambiamento Climatico, alla COP 27 – Sharm El Sheik (Egitto) e alla COP 28 – Dubai (Emirati Arabi Uniti), conferenze delle Nazioni Unite sulla lotta al cambiamento climatico.

Nel 2022, Engajajós ha sviluppato una campagna di raccolta fondi e quattro membri del nucleo sono riusciti a ottenere abbastanza supporto per viaggiare a Brasília, con l’obiettivo di partecipare alla mobilitazione “Uprising for Life“, tenuta nel congresso brasiliano per fermare lo smantellamento delle politiche pubbliche in favore delle comunità indigene.

La visibilità della campagna ha permesso a Engajajós di crescere e molte persone che hanno partecipato allo spazio hanno deciso di creare altri gruppi di impegno, concentrandosi su agende specifiche. Il gruppo continua a essere uno dei principali luoghi di articolazione territoriale tra vari gruppi nella regione di Santarém, con un impatto che va oltre il territorio locale.

Al centro della discussione

Nel 2023, Paulo ha deciso di concentrarsi sugli studi universitari e sulle sue conferenze, portando i temi del cambiamento climatico, della partecipazione giovanile indigena e del razzismo ambientale al centro delle discussioni. Secondo il giovane indigeno, promuovere l’educazione ambientale e climatica è estremamente necessario per costruire stili di vita più sostenibili.

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Automatisch generierte Beschreibung

Questo pensiero sta portando Paulo in luoghi prima inimmaginabili. Quest’anno è stato assunto come stagista presso l’Istituto Alana nel reparto Bambini e Natura e dopo poco più di un mese di lavoro, è stato uno dei brasiliani selezionati per partecipare a un panel alla Giornata Mondiale della Libertà di Stampa e al progetto UNESCO Youth NewsRoom, che ha riunito giovani attivisti, creatori di contenuti e comunicatori per creare una comunicazione multimediale globale sull’evento.

Paulo ha anche partecipato all’evento “Driving Climate Awareness and Literacy on Social Media: exploring the role of digital content creators and platforms to address the climate crisis“, insieme a Charlotte Brum Bezie, Kassy Cho, Francisco Vera e Selina Nera, riconosciuti content creators e persone attiviste da varie parti del mondo.

Nuova era

Questa è una nuova era. È tempo che i giovani indigeni, che per lungo tempo hanno visto cancellate le loro storie e narrazioni, brillino, condividendo le loro conoscenze con il mondo e mostrando che esiste un altro modo di vivere: decolonizzato, inclusivo e naturalmente sostenibile.

Per approfondire

Un’altra bella storia di attivismo è quella di Francisco che potete leggere in questo articolo: Attivista di 14 Anni per una COP più incentrata sui bambini.