Nuovi servizi di mobilità: il ridepooling

Negli ultimi anni la mobilità sostenibile è sempre più al centro del dibattito riguardante gli stili di vita più green. Emergono sempre nuovi servizi, con questo articolo si approfondisce il ridepooling.

Redazione Ambiente e non solo

Il concetto di “ride sharing” si riferisce in generale all’attività di condivisione di passaggi, anche al fine di produrre un guadagno (per un quadro dei servizi di ridesharing al in Europa – al 2019 – vedi questo report). Il termine ridesharing include, ad esempio, il tipico carpooling che organizzi privatamente – quindi il termine non include solo i servizi commerciali.

Il ridepooling appartiene a questa tipologia di servizi. Tuttavia, non tutti i ridesharing si qualificano anche come ridepooling. La più grande differenza è la natura del pooling, cioè il raggruppamento intelligente delle richieste di viaggio. Inoltre, con il ridepooling sei sempre portato a destinazione da un autista professionista.

Questa tipologia di servizi ha iniziato a diffondersi in Europa e non solo, sono centinaia i servizi di questo tipo attivi un po’ in tutto il Mondo, molti anche nei paesi europei.

Ridepooling

Con il ridepooling diverse richieste dei passeggeri che vogliono viaggiare in una direzione simile sono raggruppate: i viaggi possono essere prenotati digitalmente e anche pagati direttamente. Una caratteristica chiave è che con il ridepooling viene utilizzato un algoritmo informatico. Elabora le richieste di viaggio nel più breve tempo possibile e combina molte di esse in un percorso razionale ed efficiente.

Esempio: Luigi vuole andare in centro città, mentre Luca vorrebbe andare all’ufficio delle imposte. Entrambi partono da est della città, quindi devono viaggiare nella stessa direzione. Poiché l’ufficio delle imposte è solo una piccola deviazione dal percorso diretto verso il centro della città, il ridepooling combina i viaggi di Kim e Luca. Condividono il percorso e la tariffa allo stesso tempo. Il viaggio combinato riduce il prezzo per entrambi.

Ridepooling assicura che i passeggeri possano condividere un veicolo come richiesto. Ciò si traduce anche in meno traffico sulle strade che se Luigi e Luca dovessero guidare la propria auto o – come con i taxi convenzionali – ognuno fosse trasportato da un veicolo separato.

L’esperienza di MOIA del gruppo Volkswagen

In Germania, ad esempio, MOIA, giovane azienda di mobilità del Gruppo Volkswagen (nata nel 2016) persegue l’obiettivo di ridefinire la mobilità delle persone nelle aree urbane. L’attenzione si concentra sull’offerta di ridepooling on-demand. MOIA copre l’intera catena del servizio: dalla elaborazione degli algoritmi e delle app ai veicoli elettrici, alla gestione della flotta e delle infrastrutture. MOIA si propone come un partner delle città e degli operatori del trasporto pubblico. Integrando il trasporto pubblico e altri servizi di mobilità, ritengono di incentivare gli abitanti delle città a rinunciare alle loro auto. MOIA ha iniziato il suo servizio di ridepooling ad Hannover nell’estate 2018, seguita da Amburgo il 15 aprile 2019, la prima città con oltre un milione di abitanti. I servizi sono effettuati con veicoli elettrici.

Uno studio scientifico indipendente ha esaminato il servizio di MOIA dal 2019 (vedi report), confermando le ricadute positive di tale servizio ad Amburgo e le prospettive di sviluppo anche altrove.

Ma non è solo nella città anseatica che il ridepooling viene riconosciuto come una soluzione di mobilità. Il ridepooling sta diventando sempre più popolare in tutta la Germania.

Che effetti ha il ridepooling?

Il ridepooling è un servizio complementare al trasporto pubblico. Gli utenti di auto hanno un’alternativa flessibile e conveniente, permettendo loro di lasciare la loro auto a casa più spesso (favorendo la diminuzione del numero di veicoli in circolazione e quindi delle emissioni). Il ridepooling elimina anche la stressante ricerca di un parcheggio in città e permette di continuare il proprio viaggio direttamente in autobus o in treno.

D’altra parte l’Europa nel suo complesso offre un elevato potenziale di clienti per i servizi di trasporto collettivo. La domanda è anche guidata dal desiderio di colmare le lacune nei servizi di mobilità esistenti. Il mercato continuerà ad essere caratterizzato da una forte crescita, soprattutto se il ridepooling offre un valore aggiunto significativo rispetto ai mezzi di trasporto esistenti.

Legislazione sul ridepooling

In Europa, la legislazione sul ridepooling varia da paese a paese, poiché il settore dei trasporti è principalmente regolamentato a livello nazionale. Mentre alcuni paesi – come la Germania ai sensi del Passenger Transportation Act (PBefG) e i Paesi Bassi – hanno introdotto norme specifiche per i servizi di ridepooling, altri paesi hanno incluso questi servizi nell’ambito della legislazione esistente sui taxi e delle auto a noleggio. Questo avviene ad esempio in Francia e nel Regno Unito. Successivamente questo porta a diverse offerte di servizi. Questo perché le leggi non si concentrano sempre sugli stessi scenari di utilizzo.

La normativa introdotta in Germania, in particolare è contenuta da due nuovi paragrafi, il 44 e il 50 del PBefG. Queste definiscono cosa sono un “servizio su richiesta programmato” e un “servizio on-demand in bundle” e in quali condizioni possono essere gestiti. Ecco due estratti dai testi nomativi:

Paragrafo 44: I servizi di linea […] sono anche considerati come servizi il cui scopo è quello di trasportare passeggeri, per ordine preliminare e senza un percorso fisso, tra specifici punti di imbarco e sbarco all’interno di un’area specificata e orari di apertura specificati (servizi di linea).

Paragrafo 50: “Il trasporto on-demand è il trasporto di passeggeri da parte di veicoli passeggeri in cui diversi ordini di trasporto lungo rotte simili vengono eseguiti in un pacchetto”.

Comunque i servizi di ridepooling sono diffusi, specialmente nelle principali città europee, e offrono una pratica alternativa al trasporto pubblico convenzionale nelle aree urbane. Recentemente, tuttavia, sono stati lanciati sempre più progetti nelle zone rurali, dove il trasporto pubblico è raro o inesistente.

Ci risulta che una start-up italiana stia preparando il lancio di un servizio del genere anche in una grande città del nostro Paese nel prossimo autunno.

Ridepooling in Germania

L’emendamento al Passenger Transportation Act (PBefG) nel 2021 ha creato per la prima volta un quadro legalmente certo per i servizi a domanda. Sia come parte del trasporto pubblico che dei servizi on-demand in bundle, questo cambiamento legislativo si sta dimostrando estremamente efficace e tempestivo, come dimostra l’aumento dei progetti. All’inizio del 2019, c’erano circa una dozzina di servizi on-demand. Entro la fine del 2022, il numero è aumentato di più di 80.

Ci sono più fornitori di soluzioni di ridepooling on-demand in Germania. In termini di opzioni prenotabili direttamente, MOIA si è fatta un nome in città come Amburgo e Hannover, fornendo servizi di corsa efficienti e rispettosi dell’ambiente per gruppi di passeggeri che condividono un percorso simile. Inoltre, ci sono aziende che offrono soluzioni di trasporto pubblico in collaborazione con gli operatori del trasporto pubblico.

Volkswagen Veicoli Commerciali, MOIA e Argo AI stanno sviluppando i componenti e i processi necessari per rendere operativo il ride pooling senza conducente nel 2025, partendo dal nuovo ID.BUZZ AD 100% elettrico. Argo AI si sta occupando del sistema di guida autonoma, costituito da una combinazione di hardware e software che permette al veicolo di interpretare a 360° la realtà che lo circonda.

Ridepooling in Francia

A Parigi in particolare, i fornitori di ridepooling si sono affermati, offrendo i loro servizi ai pendolari. Questo ha lo scopo di fornire un’alternativa attraente all’utilizzo della propria auto in linea con la nuova legislazione per la guida nel centro della città. I servizi mirano anche a ridurre il numero di veicoli a Parigi. Un fornitore per esempio, oltre alle soluzioni software per il trasporto pubblico on-demand, offre anche soluzioni per la mobilità aziendale, il trasporto scolastico e il trasporto medico. L’attenzione non è principalmente su Parigi, ma offre i suoi servizi anche in più di 20 comuni francesi. L’altro fornitore, si concentra principalmente sulle aree rurali, collegandole ai centri urbani con soluzioni digitali on-demand. Le aree periferiche e i sobborghi sono quindi meglio collegati, specialmente durante le ore non di punta. Questi servizi sono offerti come fornitore di servizi completi: dall’infrastruttura digitale agli autobus gestiti dal conducente.

Ridepooling in Spagna

La Spagna mostra ancora molti punti vuoti sulla mappa del ridepooling. A Madrid è attualmente in fase di sviluppo un grande progetto. Sono integrati da servizi individuali locali, che sono gestiti come piloti di prova. A Barcellona, un’azienda locale è l’attore principale. Al centro della loro tecnologia ci sono tre componenti principali: un’app intuitiva, un sistema di routing e uno strumento di gestione centrale che rende il controllo della flotta il più agevole possibile. I passeggeri possono utilizzare gli abbonamenti esistenti per il trasporto pubblico o pagare, quando entrano nei veicoli. Dal 2018 è attivo un servizio di ridepooling a Malaga.

Ridepooling nel Regno Unito

A Londra in particolare, i servizi si concentrano sulla fornitura di un’alternativa più verde ai taxi e alle auto a noleggio private. Sono emersi anche servizi per le piccole imprese nel settore del trasporto merci, che possono anche essere classificate come carpooling. Soprattutto due aziende hanno una forte presenza nel settore commerciale. I servizi di mobilità vanno dal carpooling ai percorsi fissi per integrare il trasporto pubblico e le soluzioni di micro-transit on-demand. La Scozia ha anche servizi di Digital Demand Responsive Transport, con minibus a 16 posti che supportano i servizi locali in aree remote durante le ore di punta.

L’esperienza del Personalbus a Campi Bisenzio

Un servizio con queste caratteristiche fu realizzato per alcuni anni dall’allora azienda del trasporto pubblico locale dell’area fiorentina (ATAF) alla fine degli anni novanta per gli spostamenti interni al comune di Campi Bisenzio (FI) – allora 36mila abitanti. Il servizio fu chiamato “Personalbus” e fu implementato nell’ambito di un progetto europeo “Sampo”.  I cittadini per prenotare un viaggio dovevano telefonare ad un numero verde con almeno mezz´ora d´anticipo sull’inizio della corsa richiesta, indicando la fermata di partenza e quella di arrivo (scegliendole fra le oltre 200 disseminate sul territorio) nonché l´orario di partenza e di arrivo. L´operatore era quindi in grado di comunicare l´orario preciso di partenza e di arrivo, che si avvicinava il più possibile alla richiesta.   Le prenotazioni potevano essere effettuate anche per il giorno o la settimana successivi. Nel 2001 il servizio registrò oltre 100mila viaggiatori.

Articolo originale pubblicato sul sito di Ambiente e non solo.

Per approfondire

Per saperne di più sulla tematica consigliamo la lettura dei seguenti articoli: Mobilità sostenibile in Italia: a che punto siamo?, Car Sharing Trentino: verso una mobilità sostenibile,
Risposte intelligenti per muoversi in modo sostenibile.