Conversazioni tra generazioni

Un evento che ha sottolineato l’importanza della partecipazione per promuovere un’informazione affidabile.

di Amanda Costa
Traduzione dall’inglese di Ilaria Bionda

C’è bisogno di una grande collaborazione tra generazioni per valorizzare la diffusione di un’informazione affidabile e di contenuti di qualità sui temi relativi al cambiamento climatico, ai diritti umani e alla democrazia. 

Questo è stato il focus del panel intergenerazionale dal titolo “La partecipazione per promuovere un’informazione affidabile” con Francisco Vera, 14 anni, difensore dei Diritti Umani dalla Colombia; Taissa Kambeba, 13 anni, indigena, del Movimento delle Politiche Pubbliche Giovanili, dal Brasile; Joao Brant, Segretario delle politiche digitali del SECOM/PR, dal Brasile; Awo Aidam Amenyah, fondatore di Child Online Africa, dal Ghana; Emiko Sepulveda, coordinatore giovane di LCOY Cile, dal Cile.

La conversazione è stata veramente interessante e ne sono emersi spunti importanti. Immaginate di avere un panel tra giovani attivisti tredicenni, ufficiali del governo e leader di organizzazioni internazionali con più di 30 anni di differenza. Anni di differenza che vengono superati grazie al rispetto, all’orizzontalità e allo spirito dell’eterno imparare.

Bambini e Diritti Ambientali

Francisco Vera, quattordicenne fondatore dell’organizzazione Guardianes de la Vida e difensore dei Diritti Umani, in particolare dei bambini e ambientali, ha affermato che è essenziale rafforzare il ruolo dei bambini in tutto il mondo attraverso l’educazione ambientale e climatica. 

I diritti dei bambini sono costantemente violati a causa della crisi climatica, quindi è necessario fornire loro gli strumenti corretti per imparare di più a proposito di questa tematica e sviluppare ulteriori nuovi strumenti che possano valorizzare il loro ruolo nella sfida in corso.

Secondo l’attivista, i bambini sono le principali vittime dei conflitti climatici e dell’impoverimento della democrazia. Però, sono anche gli agenti attivi del cambiamento. Se hanno a disposizione una piattaforma per esprimersi, possono di conseguenza partecipare alle discussioni pubbliche ed allargare i meccanismi di libertà di espressione su tematiche ambientali e legate ai diritti umani. 

L’importanza della partecipazione

Taíssa Silva da Costa, anche conosciuta come Taissa Kambeba, ha dato un contributo significativo alla discussione. L’attivista di 13 anni appartiene al popolo Tururukari-uk ed è parte del  NUCA – UNICEF Adolescent Citizenship Nucleus. I suoi primi ricordi legati al cambiamento climatico hanno a che fare con l’affrontare del suo popolo una grande siccità con lunghi periodi di mancanza di pioggia. 

In uno dei suoi discorsi, la giovane indigena ha enfatizzato: “Vedo la partecipazione di bambini e adolescenti come essenziali per affrontare la crisi. Bambini e adolescenti hanno un ruolo fondamentale non solo come ricettori delle informazioni, ma anche come disseminatori dei contenuti. Ci stiamo responsabilizzando per sviluppare un pensiero critico e una capacità di analisi e comunicazione. Questo si aggiunge non solo al nostro sviluppo personale ma anche a un rafforzamento della società intera, tramite la creazione di una cultura di condivisione ambientale”.

E i social media?

João Brant, segretario di politiche digitali al segretariato di comunicazione sociale della presidenza della repubblica del Brasile, ha sottolineato l’importanza della regolamentazione attraverso responsabilità, cura e protezione. Secondo il segretario, anche i social media dovrebbero essere visti come dei posti sicuri. Nel governo, parte della sua missione è infatti creare una guida “sana” per l’uso dei social media, connettendo strategie che assicurino la sostenibilità dell’utilizzo con strumenti giornalistici. 

“Questa azione coinvolgerà 6 ministri brasiliani, affiancati da venti esperti di diversi settori. L’Istituto Alana avrà un ruolo molto importante nel dialogo e nell’ascolto: vogliamo sviluppare un processo realmente partecipato”.

Infine, Awo Aidam Amenyah, dal Ghana, ha raccontato di lavorare con un gruppo di giovani che si operano contro il cambiamento climatico attraverso i media digitali. Awo ha sottolineato che diffondere le informazioni è fondamentale ma che al contempo è essenziale riflettere bene sul contenuto che si veicola. 

Consigliamo la lettura di un altro articolo di Amanda Costa sull’attivismo climatico: Paulo Galvão, dall’Amazzonia al Mondo.